“Clan Mallardo tra i più potenti della Campania, due scarcerazioni eccellenti”, l’ultima ricostruzione della Dia sui Carlantonio

L’ultima relazione della Dia sugli assetti camorristici per il primo semestre del 2019 ha ricostruito anche gli assetti nel clan Mallardo:

“Anche le ultime indagini che hanno interessato il “sistema” camorra confermano la coesistenza di clan connotati da assetti e strategie operative diversificate, caratteristiche che rendono complesso darne una definizione univoca. Continuano a coabitare sugli stessi territori, in particolare nel capoluogo regionale e nella provincia, realtà criminali molto diverse. Sodalizi con radici consolidate quali il cartello noto come ALLEANZA DI SECONDIGLIANO (nato per iniziativa dei gruppi LICCIARDI, CONTINI e MALLARDO), il clan MAZZARELLA, i gruppi POLVERINO, NUVOLETTA/ORLANDO e aggregati criminali meno evoluti a livello organizzativo, che si caratterizzano per un uso sistematico della violenza e per gli scontri armati con omologhi clan”. 

Sulle dinamiche interne ed esterne ai clan è destinato ad avere ripercussioni importanti il ritorno sul territorio di personaggi di particolare caratura criminale, per effetto delle avvenute scarcerazioni. Uno di questi è il gruppo MALLARDO, al cui interno si registrano due scarcerazioni “eccellenti”: la prima, risalente al mese di febbraio 2019, ha riguardato uno dei massimi esponenti, già referente per l’area della zona del “Selcione” di Giugliano in Campania (NA); la seconda è intervenuta il 30 aprile 2019, quando è stato scarcerato, per fine pena, il referente del sodalizio per la zona di Lago Patria e Varcaturo. Tuttavia, benché lo stato di detenzione rappresenti anche un sistema per isolare i capi dai sodalizi, plurime indagini hanno dimostrato che non di rado i clan di riferimento riescono a ricevere dalle carceri le comunicazioni per le decisioni più importanti. Non meno importanti sono le alleanze che assicurano la sopravvivenza del gruppo: è quanto si è registrato per il clan casertano BIDOGNETTI, i cui organici erano stati pesantemente intaccati da operazioni giudiziarie, ma la cui operatività è stata assicurata dall’esistenza di accordi con le famiglie napoletane MALLARDO e LICCIARDI. Quest’ultime, con il loro appoggio, hanno fatto in modo che il clan, benché privato dei sui uomini più pericolosi, potesse continuare a mantenere la propria influenza sul territorio”

Per quanto riguarda le singole province, nel capoluogo, l’operazione “Cartagena” ha confermato la piena operatività del cartello noto come “ALLEANZA di SECONDIGLIANO”, in vita sin dagli anni ’80, composto dai clan CONTINI, BOSTI, LICCIARDI (originari di Napoli) e MALLARDO di Giugliano in Campania (NA). 

La federazione criminale, attraverso la creazione di una rete di imprenditori, in vario modo finanziati dagli esponenti apicali delle consorterie camorristiche che la compongono, ha acquisito consolidati sistemi di infiltrazione dei mercati legali, in particolare nel settore dell’abbigliamento, nel commercio di elettrodomestici, nella gestione di bar e ristoranti, nel mercato immobiliare, dell’erogazione del credito, delle scommesse on line, della distribuzione di carburanti e nel mercato dei preziosi. Estremamente sintomatico della forza mafiosa dell’ALLEANZA DI SECONDIGLIANO è il vero e proprio “impossessamento” dell’ospedale San Giovanni Bosco, ubicato sul territorio di influenza del clan CONTINI, utilizzato non solo per summit criminali o per ricevere le vittime di usura o estorsioni, ma anche come strumento ulteriore di gestione del proprio potere mafioso, un potere che si esprimeva con affiliati assunti tra le fila del personale addetto dell’ospedale con la gestione abusiva del parcheggio, con i rapporti di intimidazione o di connivenza con il personale medico, per ottenere visite di favore senza pagare o certificazioni di comodo. L’espansione del cartello ha toccato vari Paesi. In Spagna e Olanda, ad esempio, il gruppo CONTINI aveva stretto un’alleanza con la cosca ‘ndranghetista COMMISSO, con la quale aveva messo in piedi un traffico di banconote e ideato un sistema per trasportare la droga, inserendosi nel mercato dei fiori più importante del mondo, così spostando ingenti quantitativi di cocaina nelle piante

A Giugliano in Campania si conferma la presenza del clan MALLARDO, uno dei gruppi che fanno parte della cd. “Alleanza di Secondigliano”, unitamente ai sodalizi CONTINI e LICCIARDI. I MALLARDO sono tra le famiglie camorristiche più influenti del panorama criminale campano, con proiezioni economiche e criminali in diverse regioni, tra le quali il Lazio e la Toscana. Il 15 gennaio 2019, nell’ambito dell’operazione “Babele”530, la DIA di Napoli ha eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di due esponenti di spicco del clan, ritenuti responsabili dell’omicidio di un affiliato, avvenuto a Giugliano in Campania nel 1996, ucciso su ordine di uno dei due indagati per aver tenuto condotte contrarie ai “codici di comportamento” imposti dal clan. Alcuni componenti del sodalizio sono tra i destinatari dell’ordinanza emessa a conclusione della più volte citata operazione “Cartagena” che ha, tra l’altro, evidenziato come il capo del gruppo MALLARDO, anche se detenuto, fosse spesso sia intervenuto per gestire gli affari illeciti dell’alleato clan CONTINI. Il clan giuglianese è stato di recente colpito anche nel profilo patrimoniale: il 5 giugno 2019 la DIA di Napoli ha eseguito una decreto di sequestro emesso dal locale Tribunale nei confronti di un imprenditore affiliato al clan MALLARDO, titolare di una società immobiliare e di una concessionaria di auto, responsabile di numerose truffe in danno di compagnie assicuratrici e del successivo reimpiego dei capitali illeciti, attraverso fittizie intestazioni di beni ai suoi familiari. I MALLARDO devono la loro forza anche ai buoni rapporti con i gruppi operanti a Villaricca (famiglie FERRARA-CACCIAPUOTI, imparentate tra loro534), con i clan NUVOLETTA – POLVERINO di Marano e BIDOGNETTI del casertano. Il sodalizio è presente, tramite suoi referenti, anche a Qualiano, comune dove operano anche i gruppi D’ALTERIO-PIANESE e DE ROSA. Ha, infine, basi operative e logistiche a Napoli, in ragione dei citati rapporti di alleanza e legami familiari con i clan CONTINI e BOSTI”.