Sandokan Schiavone ‘uomo d’onore’ come Raffaele Cutolo: “Non mi pentirò mai”

Francesco Schiavone, detto Sandokan, una e una sola regola esiste e va rispettata: con lo Stato non si tratta, non si collabora, non si parla. Così, quando lo Stato ha bussato alla sua porta per chiedere collaborazione, il boss dei boss gli ha sbattuto la porta in faccia.

SCHIAVONE-CUTOLO

Il 41bis prima o poi fa crollare un po’ tutti. Ma per Sandokan non è un problema. E’ tutto’ora condannato a dodici ergastoli e si trova nel regime detentivo 41bis. Tale sezione è di carcere duro, per cui il boss è osservato con infrarossi h24, e ha accesso a solo due ore di ‘pausa’ dal regime. Una per camminare e l’altra per parlare con un unico altro detenuto del suo stesso status. Le condizioni del 41bis spesso hanno condotto i detenuti a cedere e collaborare con lo Stato.
Di recente a Schiavone è stato proposto di diventare un collaboratore di giustizia, ma la legge del boss vince su qualsiasi cosa. Per questo motivo è stato riscontrato una similitudine comportamentale con Raffaele Cutolo, sanguinario capoclan, che è da decenni al regime di carcere duro ma non ha mai collaborato con lo Stato. Neanche dopo la nascita della figlia. Per Cutolo, e anche per Sandokan, nessun motivo sarà mai sufficientemente valido, nessuna proposta troppo allettante, nessuna offerta indeclinabile. L’unica legge che conta è l’onore.