I dispositivi wearable da polso sono senza dubbio la nuova frontiera dell’elettronica di consumo. Partendo dai leggeri braccialetti smart, chiamate in gergo band, utilizzate soprattutto per finalità sportive, fino ad arrivare ai più costosi smartwatch, pieni di caratteristiche e sensori dediti al monitoraggio, che rilevano il battito cardiaco, la qualità del sonno, la localizzazione, le temperature, le distanze, i passi effettuati e i relativi consumi corporei.

Ma sono veramente utili? In quali scenari potrebbero ritenersi fondamentali?

La risposta a questa domanda è tanto banale quanto ovvia: dipende. Dipende dal tipo di lavoro che facciamo, dipende dall’attività fisica o dallo sport che svolgiamo, dipende dalle pretese che abbiamo verso il nostro dispositivo. Possiamo dire che il risparmio sul tempo quotidiano, così come l’efficienza in diversi ambiti e l’estetica innovativa potrebbero essere delle buone motivazioni per far sì che questi dispositivi vengano classificati come “utili”.

Andiamo più nel dettaglio. Usato quotidianamente, un dispositivo wearable potrebbe rivelarsi valido per:

  • Vedere la data e l’ora
  • Ricevere e rispondere alle chiamate o ai messaggi
  • Ricevere notifiche dalle proprie app preferite di messaggistica come Whatsapp e Telegram
  • Visualizzare il meteo della propria città e le temperature esterne
  • Monitorare il proprio battito cardiaco e i passi percorsi
  • Effettuare pagamenti in totale comodità

Immaginiamoci adesso diversi scenari in cui uno smartwatch potrebbe rivelarsi utile.

Sei sul bus per andare a lavoro (o a scuola/università) e ti squilla il telefono o ti arriva una notifica. Il mezzo è molto affollato e è faticoso raggiungere la tasca. Con uno smartwatch potresti comodamente girare il polso e leggere la notifica o vedere chi ti chiama per decidere se rispondere o meno.

Oppure sei uscito a fare la spesa e mentre paghi ti arriva un messaggio, ti viene in mente di leggerlo tirando fuori il telefono dalla borsa o dalla tasca, ma proprio in quel momento la cassiera ti chiede il codice della tua carta di credito. Ovviamente il messaggio non sei riuscito a leggerlo e probabilmente hai anche sbagliato il codice della carta per via della confusione che si è creata. Con uno smartwatch al polso sarebbe possibile leggere il messaggio e pagare direttamente dallo stesso dispositivo.

In aggiunta, in caso decidessi di andare a fare una corsetta al parco, potresti decidere di lasciare lo smartphone a casa perché troppo ingombrante. In questo caso lo smartwatch potrebbe aiutarti sia nel monitorare i tuoi dati dell’attività fisica, sia per scegliere la musica, mettere in pausa o alzare il volume direttamente dal dispositivo.

Per concludere, un wearable da polso non è una necessità assoluta, ma potrebbe essere efficace in determinate situazioni, come quelle descritte in precedenza, al fine di ridurre il tempo impiegato per svolgere alcune azioni quotidiane rendendole più semplici.  Se non sapete quale smartwatch potrebbe fare al caso vostro, fate un salto qua per chiarirvi le idee.

Pubblicità