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sabato, Gennaio 22, 2022
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«Solo ‘a mamm’, la figlia no», il branco di Sorrento l’ha legata per violentarla tutta la notte


Dopo la violenza i ragazzi del branco, accusato di aver prima drogato e  poi stuprato una turista in albergo, avevano parlato su Whatsapp. Il nome del gruppo è tutto un programma: «cattive abitudini». Coinvolti nell’inchiesta il barman Mino Miniero,  di Portici, Fabio De Virgilio, di Vico Equense, poi il vice cuoco Raffaele Regio,di Torre del Greco, e ancora Gennaro Davide Gargiulo, di Sorrento, e Ciro Francesco D’Antonio, i Torre del Greco. Gli amici si scambiano commenti, a sfondo sessuale. La vittima la chiamano milf. Tutto avveniva nell’Hotel Alimuri di Meta (totalmente estraneo all’inchiesta e parte offesa).

Dagli inquirenti inglesi i primi accertamenti sono stati trasmessi in Italia. La Procura di Torre Annunziata ha fatto altre verifiche. Negli smartphone dei cinque indagati, sono emerse le conversazioni in chat e le foto. Qualcuno ha tentato di rimuovere quelle tracce «in remoto», usando il programma I-cloud. Ma le foto negli smartphone possono essere recuperate. Secondo quanto evidenziato nelle 28 pagine dell’ordinanza cautelare, i due baristi, Mino Miniero, 34 anni di Portici e Fabio De Virgilio, 26 anni di Vico Equense si erano rassicurati tra loro sul regolare “svolgimento” del piano d’azione. “Solo la mamma, solo la mamma” si dicono più volte e come riportato da cronachedellacampania. Non quindi la figlia della donna. Dopo il primo stupro messo in atto dai baristi quella sera, la turista si sente male. Così viene subito rivestita e trascinata all’interno di una sala. Poi è condotta all’alloggio del personale dell’hotel. Ad attenderla “dai sei agli otto uomini”.

Nelle indagini si evidenzia come sia il primo che il secondo atto sessuale sia stata usata violenza perché vi è un chiaro utilizzo di forza fisica a vincere la resistenza della vittima. In effetti, stando ai referti inglesi, alla turista vengono riscontrate lesioni ai polsi e gambe. La donna era stata bloccata con forza agli arti per poter essere abusata per tutta la notte.
La donna avrebbe denunciato tutto dopo il terribile stupro ma il tour operator le ha suggerito di parlarne con il Consolato e rientrare in patria per evitare una vendetta perchè a detta della donna: “In quell’albergo avveniva qualcosa di oscuro”.

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