Creare una ‘Super Cosa Nostra’, il progetto di Riina contro Falcone svelato dai magistrati

riina falcone supercupola messina denaro

Toto Riina voleva creare una supercosa per contrastare il progetto della superprocura ideato da Giovanni Falcone. Il Capo dei Capi avrebbe pensato di coinvolgere i boss più pericolosi di Cosa Nostra contro l’attività del magistrato.

Dettaglio riferito, ieri, dal procuratore aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci: Giovanni Falcone doveva essere ucciso a Roma perché aveva in mente di creare la superprocura. Ufficio giudiziario con la funzione di coordinare le indagini sulla criminalità organizzata, e di premere per la sua istituzione. Ed è in risposta alla superprocura che Totò Riina decide di far nascere la supercosa“.

I NUOVI PARTICOLARI

L’Ansa riporta nuovi sconvolgenti particolari, riguardanti la ‘missione romana’ della mafia palermitana, emersi durante la requisitoria del processo del Matteo Messina Denaro. Il superlatitante di Castelvetrano si sta difendendo dalle accuse di essere uno dei mandanti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

LA SUPER CUPOLA DI RIINA

Totò Riina e altri tanti boss della mafia furono condannati all’ergastolo dalla Cassazione dopo il Maxi Processo, istruito proprio da Falcone e Paolo Borsellino. Dopo il vertice della Cupola decise di creare un sorta di Stato Maggiore della Mafia: “La supercosa doveva essere un gruppo di uomini ‘valorosi’, i migliori di Cosa Nostra, che avrebbero risposto ai suoi comandi. – ha aggiunto il procuratore Paci durante il dibattimento davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta – Ne avrebbero fatto parte Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Vincenzo Sinacori, Matteo Messina Denaro, i fratelli Graviano e soggetti con una grossa esperienza“.

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.

Toto Riina voleva creare una supercosa per contrastare il progetto della superprocura ideato da Giovanni Falcone. Il Capo dei Capi avrebbe pensato di coinvolgere i boss più pericolosi di Cosa Nostra per contrastare l’attività del magistrato.

Dettaglio riferito, ieri, dal procuratore aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci: Giovanni Falcone doveva essere ucciso a Roma perché aveva in mente di creare la superprocura. Ufficio giudiziario con la funzione di coordinare le indagini sulla criminalità organizzata, e di premere per la sua istituzione. Ed è in risposta alla superprocura che Totò Riina decide di far nascere la supercosa“.

I NUOVI PARTICOLARI

L’Ansa riporta nuovi sconvolgenti particolari, riguardanti la ‘missione romana’ della mafia palermitana, emersi durante la requisitoria del processo del Matteo Messina Denaro. Il superlatitante di Castelvetrano si sta difendendo dalle accuse di essere uno dei mandanti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

LA SUPER CUPOLA DI RIINA

Totò Riina e altri tanti boss della mafia furono condannati all’ergastolo dalla Cassazione dopo il Maxi Processo, istruito proprio da Falcone e Paolo Borsellino. Dopo il vertice della Cupola decise di creare un sorta di Stato Maggiore della Mafia: “La supercosa doveva essere un gruppo di uomini ‘valorosi’, i migliori di Cosa Nostra, che avrebbero risposto ai suoi comandi. – ha aggiunto il procuratore Paci durante il dibattimento davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta – Ne avrebbero fatto parte Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Vincenzo Sinacori, Matteo Messina Denaro, i fratelli Graviano e soggetti con una grossa esperienza“.