In una settimana ben 17 professori e 8 membri del personale Ata sviluppano effetti collaterali a seguito della vaccinazione anti Covid. Un numero troppo alto per continuare le lezioni in presenza e la conseguenza è presto detta: un necessario ritorno alla didattica a distanza per tutti i circa 800 alunni. Succede al Liceo scientifico e linguistico statale Francesco Sbordone dei Colli Aminei, che da ieri non accoglie in classe nemmeno il 50% previsto (l’altro 50% in dad) e con tutti gli studenti che sono tornati a seguire le lezioni da casa. La campagna di vaccinazione dei professori e del personale scolastico è cominciata in Campania circa 10 giorni fa con l’utilizzo delle dosi di Astrazeneca.

Ad esserne coinvolti, ovviamente, anche quelli dello Sbordone. A seguito delle somministrazioni delle fiale, però, prendendo in esame l’arco temporale che va da venerdì scorso ad oggi, in 25 tra docenti e personale scolastico del Liceo sono stati costretti a mettersi in malattia per aver sviluppato nell’arco delle successive 12/24 ore sintomi quali febbre, dolori articolari e vomito. I docenti accertati al momento sono 17; 8 invece i collaboratori scolastici ma il numero potrebbe salire con le ulteriori somministrazioni di questi giorni. Ciò significa, guardando il bicchiere mezzo pieno, che il vaccino Astrazeneca appare efficace dato che era stato affermato sin da subito dagli esperti che la somministrazione poteva portare ad un effetto collaterale.

Ma dall’altro lato, con una concomitanza di sviluppo dei sintomi, un liceo come lo Sbordone si vede costretto nuovamente a chiudere le porte agli studenti. «Non c’è la possibilità di sostituire i docenti e i collaboratori. Le classi sarebbero rimaste scoperte, continuare in presenza sarebbe stato difficile. Per questo motivo, da ieri giovedì, siamo tornati al 100% alla didattica a distanza. Ci sono docenti con febbre a 38 e 39 che non riescono neppure a tenere le lezioni da casa» afferma la preside Maria Antonella Caggiano, già amareggiata per la mancata conclusione dei lavori di ristrutturazione del plesso concessi dalla Città Metropolitana di Napoli, (ente che è competente per le scuole superiori, per una cifra superiore al milione di euro.

Su questo punto la dirigente scolastica è un fiume in piena. «Ci era stato promesso che gli interventi sarebbero terminati a settembre e invece siamo ancora lontani dalla loro conclusione. Non solo: quelli che sono cominciati sono tutt’altro che soddisfacenti». La preside Caggiano scende nel dettaglio. «Sulla parte relativa alla scala antincendio, ci era stato detto che sarebbe stata messa in sicurezza per renderla agibile non procedendo perciò ai lavori di ristrutturazione dell’ingresso. Ma la scala, invece, non è stata mai messa in sicurezza venendo comunque utilizzata dagli operai per accedere all’esterno. Sul tetto sono stati realizzati degli sfiatatoi che hanno soltanto portato all’allagamento di 12 aule del secondo piano, ora completamente inagibile (anche alcune aule dei laboratori scontano danni).

Ancora oggi, se fosse necessaria una evacuazione, il percorso di sicurezza non contemplerebbe l’utilizzo della scala. Sono adirata e questa volta mi rivolgerò all’Avvocatura dello Stato, andrò avanti sino in fondo». Nel frattempo, visto l’andamento generale del contagio, diversi genitori degli studenti dello Sbordone hanno inoltrato la richiesta per un ritorno totale e prolungato della didattica a distanza.

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