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martedì, Settembre 27, 2022
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Venti intossicati dopo una cena nel villaggio in Salento, anche un bimbo ricoverato


Venti persone si sono sentite male e sono state ricoverate in ospedale: erano tutti ospiti di un villaggio a Torre Lapillo, località di Porto Cesareo in provincia di Lecce. Si pensa a una intossicazione alimentare, dato che tutti hanno accusato problemi gastrointestinalei. I turisti hanno iniziato a sentirsi male uno dopo l’altro due giorni fa.

La Asl di Lecce al momento ha sospeso la attività di ristorazione nel villaggio in questione in attesa di ulteriori approfondimenti. Il provvedimento di sospensione scaturisce dopo una prima fase d’indagine da parte del Sian Area Nord (Servizio igiene alimenti e nutrizione) del dipartimento di prevenzione della stessa Asl. In corso approfondimenti anche sulla qualità dell’acqua utilizzata all’interno della struttura turistica.

In venti colpiti da una probabile intossicazione dopo aver mangiato del pesce cotto all’interno dell'”Eurovillage”, un noto villaggio turistico sulla strada provinciale Torre Lapillo-Torre Colimena, in Salento. E per un bambino, ospite della struttura, si è reso necessario il ricovero presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce per via di un malessere diffuso: conati di vomito, problemi gastrointestinali e diarrea che poi sono stati i sintomi accusati da tutti gli altri ospiti. Per questo nella struttura ricettiva, nella mattinata di martedì 9 agosto, è arrivato il personale medico e paramedico del 118 allertato dalle decine di chiamate giunte dagli ospiti (il villaggio arriva ad accogliere fino a 200 famiglie in questo periodo dell’anno).

Sul posto è arrivato anche il personale dell’Asl per avviare i dovuti accertamenti. A conclusione di tutte le verifiche sono stati contati diversi intossicati con altre persone che hanno lamentato malori più lievi curati nelle residenze del villaggio stesso con terapie specifiche. Al termine della giornata gli ispettori Asl hanno informato il Nas ed allertato i controlli del Gruppo Malattie a Trasmissione Alimentare (Mta), e del Sian, un team multidisciplinare che coinvolge anche veterinari e tecnici della prevenzione. Gli accertamenti sono proseguiti anche nella giornata di mercoledì 10 agosto.

I dirigenti medici del Sian hanno completato l’acquisizione delle testimonianze dei villeggianti interessati dalla probabile intossicazione ma anche di tutti gli ospiti che non hanno accusato sintomi. Una precauzione necessaria e prevista dal protocollo in modo tale da individuare l’eventuale tossina che ha scatenato la presunta intossicazione.

Dopo queste verifiche è stata sospesa l’attività di  ristorazione all’interno della struttura. Sono in corso ulteriori approfondimenti anche sulla qualità dell’acqua utilizzata all’interno della struttura turistica. Nel villaggio sono stati inoltre effettuati anche alcuni sopralluoghi specifici con medici e personale del Nas.

“Il mio villaggio – spiega – rispetta tutti gli standard igienico sanitari previsti dai protocolli di igiene e salute pubblica nel merito dell’espletamento dell’attività di ristorazione. A nostro avviso, potrebbe trattarsi anche di un virus di quelli stagionali che stanno colpendo migliaia di italiani e che potrebbero essere compatibili con la sintomatologia dichiarata dagli ospiti del villaggio. Ovviamente, in questo momento, il nostro auspicio è che tutti gli ospiti che hanno accausato malessere possano riprendersi velocemente”.

Il villaggio sorge in un punto strategico della costa jonica, ubicato come è a circa 4 chilometri dal borgo marinaro di Porto Cesareo e a 6 dall’incantevole litorale di Punta Prosciutto. Sul sito della struttura la stragrande maggioranza delle recensioni tende a promuovere i servizi del villaggio.

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