Striscioni e palloncini bianchi, ‘tutto il paese’ per l’ultimo addio a Vincenzo: sull’altare lettera della prof

È stato il giorno dell’addio più doloroso per una città e per centinaia di amici e parenti che questa mattina si sono stretti intorno alla famiglia di Vincenzo di Martino, il 16enne rimasto vittima di un tragico incidente avvenuto lo scorso venerdì ad Aversa. Centinaia e centinaia di persone hanno gremito la Chiesa di S. Maria ad Nives a Casaluce e lo spiazzale antistante per dare l’ultimo saluto al giovane molto conosciuto e benvoluto da tutti. Palloncini bianchi tenuti da tanti giovani, striscioni, fiori, lacrime ed un lungo applauso ad accogliere la bara bianca trasportata in spalla fino all’altare.

Un destino che non ha fatto sconti, si è presentato puntuale e crudele. Ha mostrato il conto a Vincenzo, così giovane e solare: aveva ancora tutta la vita davanti. Invece il suo sorriso non illuminerà più le giornate di chi gli stava intorno, mancherà tra i banchi della sua classe, III AS.
Una lunga e commovente lettera è stata scritta dalla sua professoressa d’italiano, Romilda Ucciero.

“Vincenzo caro, la notizia dell’accaduto ha colpito noi tutti, rimasti senza parole di commento.
Tanti pensieri, tante immagini di te seduto nel tuo banco, di te nel corridoio, di te sempre composto, sia pur nel tuo essere adolescente, affollano le nostre menti in un continuo flashback che non puó non far riflettere sulla precarietà della vita nonché sul senso della stessa.
Se, pensando al fiorire della tua giovinezza, viene in mente il poeta greco Mimnermo con il rigoglio delle foglie nella primavera della vita, pensando invece alla brutalità della tua esperienza, non si può non pensare al noto testo di Ungaretti che tra qualche anno avresti approfondito. Esso recita “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.
La primavera della vita e la fragilità delle foglie autunnali nella tua vita si sono incontrate, scontrate, brutalmente e senza mezze tinte, fino a coincidere.
La tua storia non puó non indurre ad una riflessione venata da striature di dolore, di amarezza e di inquietudine, quanti, nel ruolo di educatori, guarderanno i loro allievi negli occhi, nello sforzo di formarli alla vita.
Tu sei stato un ragazzo maturo, serio, composto e responsabile delle tue azioni fino al punto di innervosirti quando dovevi scontrarti con l’immaturità di qualche compagno.
Ti ricorderemo come esempio e modello di serietà e di responsabilità, augurandoci che la tua bella persona e la tua brutta storia induca tanti a riflettere.
Noi, tuoi docenti, e tutto il Liceo Siani stringiamo in un forte abbraccio te e tutta la tua famiglia. Ciao, Vincenzo caro!”