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lunedì, Gennaio 24, 2022
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Violenza sulle donne, ok alla nuova legge: per gli abusi domestici si potrà procedere anche d’ufficio


Oggi il Consiglio dei ministri con al centro il disegno di legge sulla violenza contro le donne. Il nuovo testo è frutto delle ministre: Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia , Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Erika Stefani, che interverranno nella conferenza. Il testo necessita ancora di essere definito nei dettagli, vi sono però delle riforme che sembrano essere già certe.

Le proposte del Ddl sulla violenza contro le donne

Una tra queste è quella che obbliga gli uomini colpevoli di violenza contro le donne ad indossare un braccialetto elettronico. A quanto appreso da fonti governative il Cdm ha dato il via libera al disegno di legge per la prevenzione della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica. Particolare attenzione è stata data alle violenze domestiche. Infatti una delle vittorie più importanti sembra essere quella che permette ai magistrati di poter procedere d’ufficio per alcuni dei reati contro le donne, in particolare con i – casi di violenza domestica.

La bozza del ddl prevede 11 articoli, ma è ancora in discussione in Consiglio dei ministri e potrebbe quindi subire ulteriori modifiche. L’organo di polizia a seguito di denuncia in ambito di violenza domestica “qualora dai primi accertamenti emergano concreti e rilevanti elementi di pericolo di reiterazione della condotta” è tenuto a comunicarlo al prefetto. Quest’ultimo può adottare “misure di vigilanza dinamica, da sottoporre a revisione trimestrale, a tutela della persona offesa”.

Nuove misure anche sull’ammissione condizionata della pena che sarà possibile solo se il colpevole ha effettuato un percorso di recupero. Tra le altre misure vi è anche il carcere per chi dovesse manomettere il braccialetto elettronico e l’obbligo di informare la vittima quando il suo molestatore sta per essere rilasciato. Disegno di legge nato per contenere e soprattutto di diminuire i tristi dati su femminicidio e violenza in Italia. Una tutela più ‘attiva’ per le donne, le forze dell’ordine avranno il diritto di poter avviare l’iter per disporre vigilanza sulla vittima, a seguito di denuncia o querela e fatte le prime verifiche.

Le pene previste per i reati di percosse, lesioni, minacce, violazione di domicilio e danneggiamento sono aumentate “se il fatto è commesso nell’ambito di violenza domestica da soggetto già ammonito”. Lo prevede la bozza del ddl sulla violenza sulle donne e domestica.

Il pubblico ministero può disporre anche al di fuori dei casi già previsti (come la flagranza di reato) “il fermo della persona gravemente indiziata” di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e atti persecutori o di un “delitto consumato o tentato, commesso con minaccia o violenza” (per cui la legge prevede “ergastolo o reclusione superiore nel massimo a tre anni”) se “sussistono specifici elementi per ritenere grave e imminente il pericolo”, quando” non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice”. Lo prevede la bozza del ddl contro la violenza sulle donne e domestica.

Al disegno di legge sulla violenza contro le donne, un testo frutto del lavoro delle ministre Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia , Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Erika Stefani ce dovrebbero parlarne in conferenza stampa.Una tutela dinamica alle donne che denunciano violenza, nei casi più gravi e senza stravolgere la vita delle vittime: questa misura, fortemente voluta dal ministro Maria Stella Gelmini, compare nel disegno di legge sulla violenza contro le donne approvato in Consiglio dei ministri. Dopo una denuncia o una querela, le forze dell’ordine, dopo i primi accertamenti, in caso di pericolo concreto potranno dunque avviare l’iter per disporre una vigilanza a tutela della persona offesa.

La conferenza stampa delle ministre

“C’è un impegno di tutto il governo, con grande convinzione, nel contrasto alla violenza maschile contro le donne”. Lo dice la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti in conferenza stampa. “C’è una strategia contro la violenza maschile sulle donne. C’è un intervento importante anche per gli orfani di femminicidio. Nessun alibi, non si può tollerare questo fenomeno aberrante”, aggiunge.

“In caso di atteggiamenti violenti si potrà procedere di ufficio”, afferma la ministra dell’Interno, Lamorgese, che aggiunge: “tante volte non denunciano perché in situazioni anche economiche difficile”.

“Il provvedimento contiene una pluralità di misure. Con un duplice obiettivo: rafforzare strumenti di prevenzione e protezione delle donne”, afferma la ministra della Giustizia Marta Cartabia. “C’è la possibilità di applicare il fermo di fronte a forti indizi di reati che possono costituire un pericolo per le donne”, continua.

“Per la sospensione condizionale della pena, prevediamo un rigoroso rispetto dei percorsi di recupero e un uso più diffuso, vasto, robusto del braccialetto elettronico che pone il violento di fronte all’alternativa di indossarlo o finire in carcere. Poi c’è una provvisionale per gli orfani di femminicidio, da erogare non al termine di un lungo processo ma dopo le indagini preliminari”, spiega la ministra del Sud Mara Carfagna, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

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