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sabato, Maggio 21, 2022
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OMICIDIO BIAGIO CONTE, L’ARTICOLO DI CRONACHE DI NAPOLI



GIUGLIANO. Trucidato mentre era nel negozio di autoricambi per effettuare acquisti. A perire sotto i colpi degli spietati killer è stato Biagio Conte, 44anni, volto noto alle forze dell’ordine, ritenuto affiliato al clan Mallardo. Secondo le prime notizie Conte si trovava in un negozio di autoricambi sulla via Appia, a Sant’Antimo, quando sono giunti due sicari che hanno sparato contro Conte almeno una dozzina di colpi calibro 9. La vittima è morta all’istante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna e quelli della Compagnia di Giugliano. Due caricatori, sedici colpi di pistola, una raffica impazzita di proiettili. Non ha trovato scampo. Il fuoco assassino dei killer è stato implacabile. E’ morto sul colpo mentre chiedeva di un ricambio al titolare della “M.m.r”, una grossa azienda di autoricambi sulla via Appia, a Sant’Antimo, a metà strada tra Giugliano ed Aversa. Probabilmente è stato inseguito dai sicari che erano in sella ad una moto di grossa cilindrata. Esecuzione in chiaro stile camorristico, come vuole la macabra usanza delle cosche malavitose. Otto i colpi mortali che lo hanno raggiunto. Sul movente è giallo. Vittima di un regolamento di conti interno al clan Mallardo, la potente cosca capeggiata da Francesco Mallardo, detto “Ciccio ‘e Carlantonio” arrestato il 29 agosto di due anni fa.
l’agguato Sono da poco trascorse le cinque del pomeriggio. L’uomo si reca con una persona presso l’autoricambi. Pochi attimi e si ritrova da solo nel negozio. Sta acquistando del materiale. Non ha idea che quelle sono gli ultimimi istanti della sua vita. All’improvviso nel neozio entrano due giovani. Corporatura normale, volto coperto da caschi integrali e con in pugno due pistole. Senza fiatare e batter occhio inziano a far fuoco sul bersaglio che non ha nenache il tempo di capire cosa gli stia accadendo. Pochi attimi e l’uomo cade a terra primo di vita. Un’esecuzione di chiaro stampo camorristico. Lo dicono le modalità stesse dell’agguato. Lo si ricava dalla figura stessa della vittima. Sul posto immediatamente si portano pattuglie dei militari dell’Arma di Giugliano, Sant’Antimo e del Nucleo operativo di Castello di Cisterna.
La vittima, volto noto alle forze dell’ordine per reati di furti d’auto, associazione di stampo camorristico, oltre che di rapine. Reati che ha ‘pagato’ nei confronti della legge, tranne quella sua presenza nei fascicoli dell’operazione “Terra bruciata” di qualche tempo fa. Gli inquirenti lo ritengono vicino agli ambienti del clan camorristico dei Mallardo, l’organizzazione criminale che ha il suo feudo a Giugliano. Gli inquirenti non hanno dubbi: il piano criminale è stato studiato nei minimi particolari. I killer, esperti professionisti di morte, non hanno sbagliato un colpo. In due, un conducente e un passeggero, a bordo di una moto di grossa cilindrata, hanno seguito Biagio Conte mentre si faceva accompagnare al negozio all’ingrosso di Sant’Antimo, a poche centinaia di metri dalle cosiddette “colonne di Giugliano”, l’incrocio che segna il confine tra i Comuni di Giugliano, Melito e Sant’Antimo. I due sicari, secondo una prima ricostruzione, sarebbero fuggiti a tutta velocità in direzione Aversa. I primi a giungere sul posto sono stati i carabinieri della compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Gianluca Trombetti e dal tenente Italino Guardiani. Il 13 marzo scorso fu gambizzato Gabriele Di Nardo, 45enne, nei pressi della chiesa dei Monaci. L’uomo, cognato di Raffaele Mallardo, a sua volta nipote di Francesco, boss dell’omonimo clan, fu ferito in pieno giorno da ignoti. Il quarantacinquenne, difatti, ha sposato la sorella di Raffaele, noto affiliato del clan giuglianese. ‘Scicchirocco’ – questo il soprannome del cognaot della vittima. Il quarantacinquenne, dopo aver ricevuto le dovute cure del caso, fu giudicato guaribile in quindici giorni.
Sull’agguato di ieri gli inquirenti stanno tutt’ora valutando tutte le piste: ogni ipotesi potrà rivelarsi determinante per apprendere le reali intenzioni dei due killer. Valutazioni che incanaleranno le indagini sul giusto binario: dare un volto a chi ha “aperto il fuoco”. Le prime ipotesi condurrebbero ad una vendetta trasversale: non sarebbe una novità visti i precedenti registratisi nei territori limitrofi. Un intimidazione per lanciare un segnale, un avvertimento al clan rivale. Presupposti, quest’ultimi, da non scartare a priori. Ogni minimo particolare, anche il più banale, potrebbe risultare fondamentale ai fini della verità. Nei prossimi giorni sarà fatta luce sulla vicenda.



f.m. CRONACHE DI NAPOLI – 11 AGOSTO 205

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