Arrestato per droga nell’operazione ‘Tufò’, scarcerato Andrea Aruta: è di Casoria

Aruta Andrea
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Aruta Andrea, accusato di essere partecipe di un’associazione a delinquere dedita al traffico di stupefacenti.
Aruta Andrea (difeso dal penalista Dario Carmine Procentese) era accusato di plurime cessioni di ingenti quantitativi di sostanze e di avere un rapporto privilegiato con Capasso Ciro vertice indiscusso del sodalizio criminale che la guardia di finanza con venticinque arresti ha disarticolato nell’ambito dell’operazione Tufò.
L’imponente inchiesta giudiziaria si fonda su centinaia di intercettazioni telefoniche, sebbene il gruppo utilizzasse telefoni cellullari criptati, e intercettazioni ambientali sulle auto utilizzate per spostamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, le quali erano tutte dotate di un doppio fondo con apertura elettronica per occultare lo stupefacente.
Aruta Andrea, con plurimi precedenti penali, vantava un rapporto privilegiato con Capasso Ciro con il quale comunicava solo attraverso sms mediante i quali fissava appuntamenti che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avevano ad oggetto l’acquisto di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
A riprova del rapporto privilegiato tra i due narcos vi era anche il prestito di un’auto da parte di Capasso Ciro in favore dell’Aruta, veicolo che tuttavia era stato già attenzionato dalle forze dell’ordine e sul quale erano state installate delle cimici che sono state decisive per l’arresto di Aruta Andrea il quale era solito farsi riconoscere dagli altri membri del cartello criminale come “Tony Colombo”. 
Nonostante un quadro indiziario molto articolato il Tribunale della Libertà di Napoli ha accolto la ricostruzione alternativa prospettata dalla difesa di Aruta il quale è difeso dall’avvocato Procentese ed ha annullato l’ordinanza ed ha disposto la formale scarcerazione del giovane casoriano.