Auto dei tifosi del Melfi investe e uccide ultrà della Vultur Rionero: 3 fermati

Un tifoso di 33 anni della Vultur Rionero, squadra di Eccellenza lucana, è morto dopo essere stato investito da un’auto su cui viaggiavano alcuni tifosi del Melfi, storicamente rivale del Rionero, nei pressi della stazione di Vaglio Basilicata, non lontano da Potenza. La Polizia sta indagando per stabilire le circostanze che hanno che hanno portato all’incidente, non si sa ancora se accidentale o voluto. Al momento ha rintracciato e fermato l’automobile, una Fiat Punto: i tre giovani tifosi a bordo sono ora interrogati nella Questura di Potenza. Nello scontro è rimasta ferita gravemente un’altra persona, subito trasportata all’ospedale San Carlo del capoluogo lucano dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico a causa della gravità delle fratture riportate a braccio, avambraccio e gamba.

Dalle prime ricostruzioni sembra che l’investimento mortale sia avvenuto mentre i tifosi del Rionero erano fermi nei pressi della stazione ferroviaria ad aspettare altri sostenitori vulturini. All’arrivo dei tifosi del Melfi è avvenuto l’incidente. La Polizia sta indagando per chiarire se tra le due tifoserie vi siano stati scontri già prima dell’investimento, in un’area di servizio della strada statale 658 Potenza-Melfi. Il Rionero sarebbe dovuto scendere in campo a Brienza: la gara è stata poi sospesa intorno al 18′ del primo tempo, quando è arrivata la notizia. I tifosi del Melfi erano diretti a Tolve per la sfida contro il Real Tolve, che invece si è giocata regolarmente. Inoltre a Catania, i tifosi del Potenza, gemellati con la Vultur, una volta appreso della morte dell’ultrà hanno ritirato gli striscioni e lasciato lo stadio. Sulla tragedia è intervenuto il governatore della Regione Basilicata, Vito Bardi: “Una domenica di sport e di festa è stata distrutta dalla follia di un gruppo di facinorosi. Violenti che sotto il manto della tifoseria si lasciano andare ad atti delinquenziali. Questi delinquenti la dovranno pagare cara. Non si può morire una domenica per andare a vedere la squadra del cuore”. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.