Era considerato vicino al clan Crimaldi di Acerra Giuseppe Avventurato, freddato dai sicari questo pomeriggio ad Acerra. Un personaggio molto conosciuto alle forze dell’ordine e anche agli uomini della Dda tanto che, nelle ultime relazioni semestrali, si indicava proprio ad Acerra la costituzione di un gruppo ‘Avventurato’ che stava espandendosi sul territorio. Il padre, fu i ucciso trent’anni fa: aveva 40 anni e fu raggiunto ed assassinato in località Ponte di Napoli. I killer aprirono il fuoco non lasciandogli scampo. Domenico Avventurato, così come suo figlio Giuseppe, spirò prima dell’intervento dei soccorritori.

Giuseppe Avventurato fu i arrestato l’ultima volta nel 2015: gli agenti del commissariato di Acerra interruppero un summit di pregiudicati in un appartamento del centro. A quella riunione c’era anche lui. Cinque anni prima invece fu i arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: insieme ad un complice aveva chiesto al titolare di una ditta individuale di videogiochi la somma di 350 euro mensili per “la tranquilla prosecuzione dell’attività lavorativa”.

I rapporti con i Crimaldi e l’ambizione di un nuovo clan su Acerra, il profilo di Avventurato

Era considerato vicino al clan Crimaldi di Acerra Giuseppe Avventurato, freddato dai sicari questo pomeriggio ad Acerra. Un personaggio molto conosciuto alle forze dell’ordine e anche agli uomini della Dda tanto che, nelle ultime relazioni semestrali, si indicava proprio ad Acerra la costituzione di un gruppo ‘Avventurato’ che stava espandendosi sul territorio. Il padre, fu i ucciso trent’anni fa: aveva 40 anni e fu raggiunto ed assassinato in località Ponte di Napoli. I killer aprirono il fuoco non lasciandogli scampo. Domenico Avventurato, così come suo figlio Giuseppe, spirò prima dell’intervento dei soccorritori.

Giuseppe Avventurato fu i arrestato l’ultima volta nel 2015: gli agenti del commissariato di Acerra interruppero un summit di pregiudicati in un appartamento del centro. A quella riunione c’era anche lui. Cinque anni prima invece fu i arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: insieme ad un complice aveva chiesto al titolare di una ditta individuale di videogiochi la somma di 350 euro mensili per “la tranquilla prosecuzione dell’attività lavorativa”.

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