Bimbo ferito durante una stesa di camorra, ras ‘graziato’ in Appello

Un bambino ferito alle gambe mentre era affacciato ad un balcone. Accadde al rione Villa di San Giovanni a Teduccio. Tutto nel corso di una stesa di camorra dei Mazzarella contro i loro rivali, il clan Rinaldi. Si sfiorò la tragedia il 31 dicembre di tre anni fa quando al rione Villa furono esplosi circa 25 colpi contro l’abitazione di Sergio Grassia, comandante in seconda del boss Ciro Rinaldi. L’uomo, conosciuto con l’appellativo di Mauè, era a capo del sodalizio che per trent’anni si è opposto ai Mazzarella. Per quell’azione armata fu poi arrestato Luigi Gitano, condannato in primo grado a nove anni e quattro mesi di reclusione a fronte della richiesta del pubblico ministero che aveva chiesto per il giovane ras sedici anni di reclusione.

Lo ‘sconto’ in Appello per il ras Gitano autore della stesa

Nel processo di secondo grado (IV sezione) ad avere la meglio è stata l’argomentazione difensiva del legale di Gitano, Salvatore Impradice, che ha puntato la sua difesa sull’esclusione della recidiva, dell’aggravante dell’articolo 7 e sulle attenuanti generiche. E così Gitano, indicato dalla Procura come organico al clan Mazzarella, ha rimediato cinque anni e quattro mesi. La notizia anticipata dal Roma nell’edizione di questa mattina. Gitano fu arrestato poche ore dopo la stesa. Secondo gli inquirenti il vero obiettivo della stesa era Sergio Grassia che abita proprio a pochi passi dal balcone dove fu ferito il bambino. I colpi erano stati eplosi in aria colpendo il 12enne che era affacciato al balcone di casa pronto a festeggiare il Capodanno insieme alla famiglia. Il bambino ferito fu portato prima all’ospedale Loreto Mare e poi al Santobono.

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook