Camorra a S. Antimo, una scarcerazione e una conferma in carcere: le decisioni su Puca e Petito

Scarcerato con obbligo di firma. E’ questa la decisione del Riesame per Nicola Puca, arrestato nel corso dell’ultimo maxi blitz sui rapporti tra politica, camorra e imprenditoria a Sant’Antimo. Il Riesame, accogliendo le argomentazioni del suo legale Daniele Ionà, ha annullato l’ordinanza relativamente al capo inerente l’affiliazione al clan Verde e sostituisce in relazione all’accusa di commercio di marche da bollo contraffatte (escludendo l’aggravante dell’associazione a delinquere) la misura della custodia in carcere con quella dell’obbligo di firma. Per Antimo Petito invece il Riesame ha giudicato inammissibile il ricorso, quindi resta in carcere. Di Nicola Puca aveva parlato a lungo il collaboratore di giustizia Claudio Lamino.

«Sta sempre insieme a Mimmo dei fiori che è cugino di primo grado di Piuccio Di Lorenzo. Anche Nicola Puca era presente quando mi hanno sparato nel 2016 ed in particolare occupava il posto del passeggero affianco al conducente che era Camillo Petito. Nicola Puca si occupa con Mimmo dei fiori della gestione del parcheggio della discoteca Joia. In particolare, Mimmo il parcheggio interno e Puca quello esterno. Quando nel 2011 venni a conoscenza che il clan Verde aveva deciso di eliminarmi, mi rivolsi a Nicola Puca perché è un lontano parente di mia moglie. Questi venne a casa mia e negò che il clan Verde avesse intenzione di uccidermi. Anche successivamente mi confermò, dopo aver parlato con Salvatore Verde e Mariolino ‘o tipografo, che il clan non voleva uccidermi. In ogni caso io gli riferii che tutti i miei familiari ne erano a conoscenza e pertanto se mi fosse accaduto qualcosa sarebbero stati loro ritenuti responsabili».

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