Follia in carcere. Detenuto al 41 bis stacca a morsi il dito ad un agente e lo ingoia

Carcere (Immagine di repertorio)
Carcere (Immagine di repertorio)

Violenta e macabra aggressione questa mattina nel carcere romano di Rebibbia dove un agente ha subito l’amputazione di una falange. Un detenuto ergastolano di origini siciliane, sottoposto al regime del 41 bis, ha aggredito gli agenti della Polizia Penitenziaria. Contrariato dal mancato accoglimento di una richiesta, ha preso a morsi uno degli agenti staccandogli il dito. Secondo quanto denunciato dall’Uilpa, il detenuto avrebbe addirittura ingoiato la falange staccata all’agente. Dopo gli episodi del carcere di Santa Maria Capua Vetere si sta assistendo ad una escalation di violenza nelle carceri italiane. Nervi tesi e rapporti ai ferri corti tra detenuti e agenti sono da anni al centro delle denunce dei sindacati della polizia penitenziaria.

A commentare la notizia, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale è Gennarino De Fazio. “Quest’ultimo episodio – ha affermato – è il segno tangibile di come le carceri nostrane continuino a rappresentare una vera e propria emergenza sociale. Il continuo assalto agli operatori in carcere, esposti peraltro a denunce e inchieste non sempre giustificate, sono la sintomatologia più evidente di un’organizzazione inefficace e a lunghi tratti fallimentare che non riesce minimamente a fare in modo che la pena possa assolvere alle funzioni ad essa assegnate dalla Carta costituzionale. Il fatto che l’ultimo episodio, connotatosi, sembrerebbe, anche da cannibalismo, si sia verificato nel circuito speciale dei 41-bis, aggrava, se possibile, ancor di più la disastrosa situazione in carcere e impone l’adozione di contromisure immediate, tangibili ed efficaci”.

L’omicidio Turatello e gli organi strappati a morsi in carcere

L’episodio, seppur con personaggi diversi, ricorda molto la storia, forse romanzata, di Pasquale Barra, luogotenente di Raffaele Cutolo. Ha ammazzato 67 persone e non sempre si è limitato ad uccidere. Ha fatto fuori i suoi nemici, ma non solo. Spesso ha agito su commissione e lo ha fatto dal’interno dei carceri dove ha trascorso gran parte della sua esistenza.

Barra, nato nel 1942 ad Ottaviano, è morto nel 2015 a Ferrara, fu un elemento di spicco della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, fino a quando non ha deciso di dissociarsi. Barra, noto come o’ Studente e o’ Animale, è considerato un vero e proprio boia della camorra. E’ stato, infatti, lui a commettere uno dei più efferati delitti, quello di Frencis Turatello. Il 17 agosto del 1981 Turatello, malavitoso milanese, fu ammazzato con 40 coltellate ma si narra che quando era ancora in vita i suoi organi interni furono strappati e morsi da Barra.