Clan Polverino, confermati gli arresti: ordinanza annullata solo per due

Clan Polverino, il Riesame conferma la maggior parte degli arresti scattati il mese scorso ‘graziando’ soltanto due persone. E’ questa la decisione giunta in tarda serata della X sezione penale che in sostanza confermato la misura cautelare in carcere per quattordici dei sedici indagati nell’inchiesta condotta dal pm della Dda Maria Di Mauro. La misura cautelare è stata invece annullata per Raffaele Ruggiero (figlio di Giuseppe e numero due e ‘reggente’ del clan. Il giovane era difeso dagli avvocati Assunta Arcopinto e Luigi Senese) e Luigi Cerullo. Misura confermata invece per l’ultimo reggente Michele Marchesano.

L’operazione contro il clan Polverino

Il clan Polverino da oltre un trentennio opera nella zona di Marano, Quarto e comuni limitrofi. Le indagini dei carabinieri avevano già portato il 2 maggio 2011 all’arresto di 57 persone e il 4 giugno 2013 di altri 69. Dopo la decimazione del clan, questa frangia si è trovata in contrapposizione armata contro gli Orlando. Le indagini abbracciano un arco temporale che va dal 2014 al 2017. Durante l’ultimo maxi blitz sequestrate due attività commerciali. Si tratta di un bar ed centro scommesse a Marano di Napoli, del valore complessivo di 500.000 euro, intestati ad un prestanome ma di fatto riconducibili ad un affiliato del clan.

I nomi

L’operazione contro il clan si inquadra in una più ampia strategia di contrasto posta in essere dalla Procura della Repubblica di Napoli in altre due operazioni contro i Polverino. una del 2 maggio 2011, nei confronti di 57 persone e all’arresto, l’altra il 4 giugno 2013, di altri 69 affiliati. I relativi dibattimenti instaurati si sono conclusi con pesantissime condanne, divenute ormai definitive, comminate a capi e gregari del clan. Ulteriori provvedimenti cautelari notificati medio tempore ai vertici del clan, per eventi omicidiari, hanno determinato la condanna all’ergastolo dell’indiscusso capoclan Giuseppe Polverino (classe 1958), e degli affiliati apicali Giuseppe Simioli (classe 1966), Salvatore Cammarota (classe 1967), Claudio De Biase (classe 1968), Salvatore Liccardi (classe 1974) e Salvatore Simioli (classe 1967).

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