Coperta la voragine ai Ponti Rossi, si avvicina la riapertura della strada

La voragine di via Masoni

Si vanno completando gli interventi di innesti fognari e allacci dell’acqua in via Uldarigo Masoni, l’arteria nei pressi dei Ponti Rossi franata nella notte tra martedì e mercoledì che ha costretto un centinaio di persone a lasciare i propri appartamenti dei palazzi ai civici 46 e 63 (di proprietà privata) dichiarati poi inagibili. I dipendenti dell’Abc e del servizio fognature hanno già sostituito nelle scorse ore alcune tubazioni danneggiate, cosa che permetterà a breve il pieno ripristino del flusso idrico nella zona a beneficio anzitutto di quegli esercizi commerciali loro malgrado coinvolti dalle conseguenze del crollo con parte di essi chiusi dalla mattina successiva alla frana dovuta al maltempo. Anche il manto stradale va progressivamente ricoprendosi, andando a chiudere una voragine ampia diverse decine di metri e già cantierata perché oggetto di precedenti lavori.

Restano però off limits i due edifici – complessivamente 40 appartamenti all’incirca – evacuati. Gli abitanti sgomberati sono attualmente alloggiati da parenti o in alcune strutture ricettive rifiutando di soggiornare all’interno dello spazio con brandine e coperte allestite dalla Protezione Civile nella palestra della scuola Nicolini-Di Giacomo, nei fatti rimasta vuota. L’edificio scolastico è situato in via Antonio Sogliano, altra arteria chiusa a seguito del crollo e poi in seguito riaperta. Nelle prossime ore i palazzi inagibili saranno oggetto dei primi carotaggi da parte di strutturisti incaricati dall’amministratore per valutare la staticità dei civici 46 e 63. «Sotto quest’aspetto occorrerà ancora un po’ di tempo, ma come Comune di Napoli ci siamo prodigati per rendere veloci sia in generale i lavori stradali che gli approfondimenti tecnici da effettuare ai due palazzi danneggiati oltre ai sottoservizi che si stanno ripristinando. Dipenderanno da questi rilievi delle parti interessati e dal vaglio dell’Ufficio della Sicurezza Abitativa i tempi di constatazione dell’eliminato pericolo.» afferma il vicepresidente del consiglio comunale Fulvio Frezza. Questo pomeriggio gli abitanti, sotto la tutela dei vigili del fuoco, stanno entrando momentaneamente in casa per prendere altri effetti personali.

A monitorare costantemente la situazione in via Uldarigo Masoni è anche il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani. «Le evoluzioni di queste ore rappresentano sicuramente un buon viatico e ci dà fiducia dopo ore davvero difficili», il commento di Poggiani che sulla decisione dei residenti di non usufruire delle brandine presenti nella palestra della Nicolini-Di Giacomo, dice: «Gli abitanti hanno evidentemente fatto le loro valutazioni. Noi, come Municipalità, abbiamo fatto il nostro mettendo a disposizione spazi dopo che avevamo raccolto lamentele su un nostro mancato intervento».

Nel frattempo, va sbrogliandosi anche un’altra problematica matassa: quella della chiusura stradale di via Vecchia San Rocco, l’arteria a cavallo tra Frullone, Capodimonte e Colli Aminei e chiusa da giovedì 7 novembre dopo il parziale crollo di una casa colonica facente parte del vecchio complesso di Villa Tramontano rientrante nell’elenco degli edifici a disposizione del Patrimonio del Comune di Napoli. Quest’oggi, dopo la firma del verbale, la ditta incaricata sta effettuando i primi interventi di messa in sicurezza che consentirà presumibilmente nel giro di una settimana la riapertura almeno parziale di via Vecchia San Rocco alleggerendo il pesante traffico che, anche in questo caso, sta pregiudicando gli affari di decine di attività commerciali.

Dopo l’eliminazione dei detriti dalla strada, per la casa colonica si profila l’abbattimento. Nonostante questo, però, c’è chi non vuole che vada dispersa la storicità del posto. È il caso del gruppo Amici del Real Bosco di Capodimonte e della consigliera alla III Municipalità Giuliana de Lorenzo, archeologa di professione, che auspica «la salvaguardia almeno di una parte del rudere e l’affissione di una targa commemorativa. Ho già inoltrato la richiesta al neo assessore al Patrimonio (Alessandra Clemente ndr.) e al presidente municipale Poggiani».