Ucciso per un ‘favore’ da fare ai Moccia, il retroscena dell’omicidio Matrullo

Antonio Matrullo ‘o nan era diventato un personaggio scomodo. A Secondigliano e Arzano lo sapevano tutti, sapevano che Matrullo si era messo contro gli Amato-Pagano e i loro amici. Per questo motivo doveva morire. E’ questo uno dei passaggi più significativi emersi dall’ultima ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di alcuni degli scissionisti in relazione a cinque omicidi avvenuti nel periodo che segue la prima faida di Secondigliano e Scampia. Ieri per tre di loro c’è stata la richiesta all’ergastolo da parte del pubblico ministero Vincenza Marra. La ricostruzione dei retroscena quel delitto è stata fatta minuziosamente da Biagio Esposito:«L’omicidio di Antonio Matrullo è maturato in seguito ai troppi reclami arrivati a Cesare Pagano da parte di Gennaro Sacco che stava in buoni rapporti con il clan di Afragola cioè i Moccia. Il nano essendo di Arzano praticava spesso quella zona dove dava fastidio a qualche affiliato ai Moccia. Cesare Pagano ci fece avvisare 6-7 volte al nano che non doveva andare a Arzano sennò faceva arrivare sempre le imbasciate dai Moccia. Alla fine il nano continuava a non ascoltare le parole di Cesare Pagano. Un giorno mi mandò a chiamare Gennaro Sacco e lì trovai persone dei Moccia dove chiedevano un appuntamento con Cesare Pagano. Alla fine su fatto l’appuntamento a San Pietro a Patierno dove Cesare Pagano fu accompagnato da Ciccio ‘o monac con una vecchia Panda e io dietro che li seguivo».

Esposito prosegue:«Durante quell’appuntamento, nel corso del quale fu decretata la morte di Matrullo, gli afragolesi si lamentarono del nano ma non ne chiesero subito l’eliminazione ma fu spiegato a Pagano che il nano non stava a sentire nessuno. Cesare tentò di giustificare, data la giovane età, il comportamento del suo affiliato. Successivamente i Moccia, sempre tramite Gennaro Sacco, si lamentarono nuovamente di Matrullo e così Cesare Pagano ha dovuto accontentarli e lo ha fatto ammazzare». Esposito poi aggiunge dell’altro chiarendo che, forse in quell’occasione, Pagano tentò di sbarazzarsi anche di un testimone scomodo visto che Matrullo sapeva molte cose avendo partecipato a diverse azioni contro i Di Lauro all’epoca della prima faida.