13.1 C
Napoli
giovedì, Febbraio 29, 2024
PUBBLICITÀ

Nel 2022 in Italia accertati 390.700 casi di tumore, il picco dei casi al Sud

PUBBLICITÀ

Durante il periodo pandemico, in Italia, si è istaurato un calo delle diagnosi afferenti all’ambito oncologico. Le motivazioni che hanno conseguito tali condizioni sono da ricondurre all’interruzione degli screening e al rallentamento delle attività diagnostiche. Ad oggi però, dato che la situazione vigente ha abbandonato le restrizioni provocate dal covid, gli esami riguardanti i casi di cancro hanno ripreso la loro consuetudinaria elaborazione.

Un aumento incombente di nuove diagnosi di cancro in Italia 

Sulla base dei dati riportati dall’AGI, nel 2022 in Italia, il numero delle persone che hanno riscontrato come diagnosi la rivelazione di un tumore ha subito un aumento repentino e destabilizzante. Ad oggi le persone affette da cancro risultano essere 390.700, mentre nel 2020 il numero ammontava a 376.600. Ciò determina che in due anni c’è stato un incremento significativo che pone particolare attenzione sui 14.100 casi in aumento. Ad oggi, sulla base dei dati analizzati, gli studiosi hanno affermato che il tumore più frequentemente diagnosticato nel 2022, con l’elevazione dello 0,5% rispetto al 2020, è il carcinoma della mammella. Questo è seguito dal colon-retto la cui diagnosi riguarda 48.500 persone con maggiore probabilità di incidenza sulle donne con l’1,6% mentre sugli uomini con l’1,5%. Altri organi attaccati dalla proliferazione incontrollata delle cellule risultano essere i polmoni (43.900, +1,6% negli uomini e +3,6% nelle donne)  la vescica e la prostata.

PUBBLICITÀ

Dati preoccupanti. E’ necessario migliorare gli stili di vita per prevenire il cancro 

Considerando i casi emersi grazie al censimento ufficiale 2022 raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia 2022′ è possibile giungere alla conclusione che un simile aumento di tali casistiche sia da ricondurre ad abitudini scorrette. Se determinati comportamenti continueranno a sussistere non sarà possibile arginare tale problematica che oggi più che mai ha preso un risvolto totalmente critico. Il 33% degli adulti è in sovrappeso, il 10% è obeso, il 24% fuma e il numero dei sedentari dal 2008 è nettamente in aumento, ad oggi la percentuale identificativa è del 31%.

I miglioramenti diagnostici in seguito alla pandemia  

Dopo aver affrontato senza esitazione le problematiche inferte dal covid, la sanità è riuscita nell’intento di ristabilizzare l’equilibrio prepandemico. La ripresa dei programmi di screening, in particolare quello mammografico raggiunge la copertura del 46%, il colon-retto del 30% e la cervice uterina del 35%. Grazie alla reinsediazione di questi programmi, gli interventi chirurgici hanno visto la loro programmazione anche agli stadi iniziali della malattia e di conseguenza ci sarà una mgliore prospettiva delle cure. In questo nucleo ricco di processi, diagnosi e interventi che istaura una rispettosa assistenza oncologica, un ruolo fondamentale è svolto dalle vaccinazioni anti-Covid. Chi infatti si trova costretto a dover affrontare delle problematiche di salute critiche come quelle provocate dall’insurrezione del cancro e non si è vaccinato, presenta 3 volte superiore la possibilità di non farcela in caso di positività all’infezione da SARS-CoV-2 rispetto a chi invece si è sottoposto alle somministrazioni contro il virus.

Le spiegazioni ad una simile condizione

Durante la conferenza stampa a Roma gli interlocutori presenti hanno tentato di raccogliere le principali situazioni che, secondo i loro ragionamenti, avrebbero destato un simile aumento di casi. Si sostiene che oltre problematiche comel’obesità, il fumo e la sedentarietà sussista anche l’età. In Italia, infatti, essendo la popolazione soggetta ad un tasso di senilità sempre più cospicuo è particolarmente insita l’ipotetica insorgenza di simili malesseri. A tal proposito interviene il ministro della Salute, Orazio Schillaci che sottolinea quanto sia importante per questi soggetti assecondare ogni tipo di prevenzione al fine di ridurre il pericolo della contrazione del cancro. infatti, se solo la popolazione iniziasse ad avere più cura del proprio corpo, il 50% delle morti oncologiche potrebbe essere evitato, intervenendo in particolar modo su fonti di rischio prevenibili. Eppure nonostante questo miglioramento possa apparire cosa da niente,  Maria Masocco si fa portavoce di dati tutt’altro che positivi.

Paola Mantellini rivendica il buon operato delle attività di screening

“La maggior parte delle attività di screening, in realtà, non hanno risentito di alcuna cesura durante la pandemia. Se ad oggi possono essere visualizzate delle imprecisioni da tali processi, non lo si deve al covid, in quanto determinate condizioni vigevano già durante il periodo pre-pandemico. L’obiettivo non è quindi quello di recuperare i ritardi provocati dall’emergenza sanitaria bensì sostanzialmente raggiungere livelli di copertura ottimali. Se si riuscirà in questo intento sarà possibile di conseguenza diagnosticare la malattia nella sua fase iniziale e intervenire con più probabilità di successo”. Queste le dichiarazioni rilasciarte da Paola Mantellini, Direttrice dell’Osservatorio Nazionale Screening. 

PUBBLICITÀ

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

PUBBLICITÀ

Ultime Notizie

Toni Servillo su Geolier: “Il caso Sanremo è una montatura mediatica, non esiste un pregiudizio contro Napoli”

Il New York Times ha inserito Toni Servillo nella lista dei 25 migliori attori del 21esimo secolo. Nel prossimo film...

Nella stessa categoria