Quattro ergastoli cancellati dalla Corte d’Appello di Napoli per l’omicidio di Gaetano Pinto avvenuto ad Ercolano il 19 maggio 2007 al corso Umberto I. Nonostante la decisione dei giudici, restano comunque pesanti le condanne inflitte a mandanti ed esecutori del raid avvenuto durante una delle stagioni di sangue tra i clan Birra-Iacomino e gli Ascione-Papale nella città vesuviana grazie anche alla collaborazione del clan Gionta di Torre Annunziata.
Riduzione più corposa per Ciro Uliano detto “ciùciù” che grazie alla sua confessione sull’omicidio, di cui ha ammesso le colpe nonostante non abbia partecipato, ha incassato una condanna a 20 anni. Stangata per i fratelli Stefano e Giacomo Zeno, considerati i basisti dell’agguato, che incassano 30 anni così come Gioacchino Sperandeo affiliato al clan Gionta e ritenuto tra gli esecutori materiali dell’omicidio insieme ad un altro “valentino” Michele Palumbo detto “munnezza” che avrebbe, secondo le confessioni, ucciso Pinto davanti agli occhi della moglie e della figlia piccola di soli 2 anni senza alcuna esitazione.
 
 
 

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