Violenze nel carcere Santa Maria Capua Vedere
Violenze nel carcere Santa Maria Capua Vedere

“Mi sono rivisto, ero quello con la tuta grigia e la maglia nera picchiato sulla scala, che cade e perde anche una scarpa mentre viene fatto salire a forza”. Dopo il sussulto d’ansia per gli arresti della scorsa settimana, Salvatore ha rivissuto letteralmente l’incubo del pestaggio subito il 6 aprile del 2020 al carcere di Santa Maria Capua Vetere, attraverso le immagini diffuse dagli organi di stampa. Lui, venne scarcerato poco dopo quelle violenze e appena gli fu possibile si recò a denunciare l’accaduto.

“Nonostante fossi disperato e piangessi, – ricorda Salvatore – l’agente continuava a darmi schiaffi. Poi ho preso altre botte mentre continuano a salire. Mi ripetevano: ‘da oggi comandiamo noi. Hai capito? Sono stati momenti terribili, assurdi, che ancora oggi faccio fatica a credere che siano successi”.

Salvatore è stato tra i pochi dei circa 300 detenuti del Reparto Nilo pestati ad aver denunciato quasi subito i fatti alle autorità; qualche giorno dopo le violenze, il 10 aprile fu infatti scarcerato e posto ai domiciliari a Castel Volturno, dove parlò con i carabinieri raccontando gli abusi patiti in carcere. Di Salvatore, altri detenuti hanno raccontato che quel giorno le prese “più degli altri”. (ANSA).

Violenze in carcere. il gip scarcera un altro agente: «Errore di persona»

Violenza in carcere. E’ stato vittima di un errore di identificazione. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Sergio Enea, ha scarcerato l’agente della Penitenziaria Giuliano Zullo. L’uomo, 55 anni, finito agli arresti domiciliari lunedì 28 giugno scorso nell’ambito dell’indagine sulle violenze ai danni di detenuti del 6 aprile 2020. Zullo, sposato e con tre figli, attende ora di rientrare in servizio, dopo 10 giorni agli arresti domiciliari.

Gli avvocati del poliziotto, Giuseppe Stellato ed Ernesto De Angelis, sono riusciti a dimostrare nel corso dell’interrogatorio di garanzia di lunedì scorso, che l’agente non era in servizio tra il 5 e il 6 aprile 2020 (domenica e lunedì), perché di riposo. L’agente, infatti, è impiegato all’ufficio colloqui con i detenuti, dove presta servizio dal martedì al sabato. Dall’interrogatorio è anche emerso che i 5-6 detenuti che lo avevano identificato dai video mostrati dalla Procura, si erano sbagliati, scambiandolo per un altro agente.

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