Morte di George Floyd, anche Napoli chiede giustizia: presidio davanti al consolato Usa

George Floyd - presidio a Napoli
George Floyd - presidio a Napoli

Anche Napoli si mobilita per chiedere giustizia per George Floyd, l’afroamericano ucciso a Minneapolis da un agente di polizia. Il video di circa 8 minuti che immortala gli ultimi istanti della vita dell’uomo ha fatto velocemente il giro del mondo scatenando manifestazioni negli USA e nel resto del mondo. Questo pomeriggio, anche a Napoli, sulla scia di quanto sta accadendo in diverse nazioni, una folla si è assiepata all’esterno del consolato americano. I manifestanti hanno ‘urlato’ la propria solidarietà alla protesta e hanno chiesto giustizia per George Floyd. Una manifestazione pacifica che ha visto la partecipazione trasversale di extracomunitari e napoletani che hanno intonato cori e slogan per chiedere “giustizia e libertà”. Centinaia le persone presenti al presidio.

Manifestazioni analoghe sono nate spontaneamente nelle principali città del mondo sulla scia delle proteste in corso negli USA.

L’autopsia su George Floyd

George Floyd era positivo al coronavirus. Continuano ad emergere sempre più particolari per la morte dell’afroamericano ucciso soffocato da un poliziotto, Derek Chauvin. Dopo aver effettuato l’autopsia – si legge sul Corriere della Sera – è emerso che l’uomo aveva il coronavirus ed era asintomatico. Intanto in America continuano le protest: nella notte a New York sono state arrestate oltre 90 persone, anche se non c’è stato nessun saccheggio.

Arrestati gli altri agenti

A Minneapolis anche gli altri tre agenti coinvolti nella morte di George Floyd sono stati arrestati, raggiungendo in carcere Chauvin. Quest’ultimo è stato accusato di omicidio volontario. I risultati delle dure proteste sembrano avere i loro effetti, con il Senato Usa che si appresta, infatti, ad introdurre in settimana una legge che vieta ai poliziotti la stretta al collo durante un arresto.

Altre vittime

Intanto nelle protesta ha perso la vita un altro manifestante di 22 anni, ucciso per errore dalla polizia. Durante le proteste, un agente aveva scambiato un martello per una pistola, sparando quindi 5 colpi di pistola contro il giovane che era già in ginocchio.