«L’agguato a Emanuele Sibillo fu deciso lì», il retroscena sulla guerra a Forcella

La guerra a Forcella tra la ‘paranza dei bambini’ e i Buonerba di via Oronzio Costa (per cui oggi sono arrivate le condanne) nacque per un rifiuto. Un rifiuto che ha portato alla morte di Emanuele Sibillo fino alla condanna  per il boss e i ras dei ‘capelloni’. A spiegare l’origine di quella guerra è stato il collaboratore di giustizia Maurizio Overa: «Il gruppo Buonerba nacque perchè Gennaro Buonerba non voleva più pagare 100-150 euro a settimana per la sua piazza di spaccio di cocaina. Andrea Manna (soprannominato Cioccolata) era stato cacciato dai Sibillo dalla sua casa a San Gaetano, dove abitano anche i Sibillo perché ritenuto amico di Salvatore Sequino (il ras del rione Sanità). Sicché avrebbe potuto fornirgli appoggio e allora si trasferì dai Buonerba. Così dissi loro: siete giovani, organizzatevi, ma aspettate i Sibillo.

Un suggerimento efficace perché proprio seguendolo, scattò la trappola mortale per Emanuele Sibillo nella notte tra il2 e il 3 luglio 2015. Il ras dei Quartieri ha poi spiegato: «Sono stato presso l’abitazione dei Buonerba e consigliai a Gennaro Buonerba di farsi vedere in giro per marcare il territorio. Gli dissi che avrei mandato 5-6 persone armate e con i motorini per fare numero e partecipare a una “stesa”. Ma via telefono seppi da Andrea Manna che i Sibillo si erano portati sotto casa sua per cacciare la famiglia e quindi i Buonerba e Manna volevano dare una risposta immediata. Non mandai più i miei perché non volevo che fossero coinvolti in un conflitto a fuoco. In ogni caso la risposta fu data: Genni Buonerba e Luigi Criscuolo (come mi ha raccontato quest’ultimo in carcere) andarono a sparare a san Gaetano nella zona dei Sibillo».