Marco di Lauro condannato all’ergastolo, è il mandante dell’omicidio di Attilio Romanò

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La Corte di Appello di Napoli (presidente Romano, giudice a latere Taddeo) ha condannato all’ergastolo Marco Di Lauro dall’accusa di essere il mandante dell’agguato nel quale Attilio Romanò, assassinato il 24 gennaio del 2005 nel negozio nel quale vendeva telefonini perchè scambiato dai sicari per il nipote del boss scissionista Rosario Pariante.

Presenti in aula, l’assessore comunale Alessandra Clemente, la madre di Attilio, la sorella Maria e il marito di quest’ultima (tutti rappresentati dall’avvocato Paolo De Angelis). La difesa di Di Lauro, gli avvocati Pecoraro e Cola, hanno annunciato il ricorso in Cassazione.

I pentiti che hanno incastrato Di Lauro

Sono due ex pezzi da novanta della mala di Secondigliano i due collaboratori di giustizia i cui verbali sono stati depositati con l’udienza di Appello del processo sull’omicidio di Attilio Romanò, vittima innocente di camorra, assassinato il 24 gennaio 2005 nel negozio di telefonini dove lavorava per un errore di persona. I due pentiti sono Gennaro Puzella, ex killer al soldo dei Di Lauro, e Antonio Accurso, ex reggente della Vanella Grassi e un tempo inserito nel ‘braccio militare’ dei Di Lauro. Il killer infatti, Mario Buono (già condannato all’ergastolo) credeva di avere di fronte il nipote del boss Rosario Pariante. La deposizione dei verbali aveva incontrato la netta opposizione di Gennaro Pecoraro e Sergio Cola, avvocati di Di Lauro, che hanno puntati il dito contro gli inquirenti: “Si tratta di dichiarazione risalenti al 2014 che potevano essere tranquillamente inserite tempo fa”.

Il percorso giudiziario

Condannato in primo e in secondo grado alla pena dell’ergastolo ‘F4’ si vide cancellare l’ergastolo dalla Corte di Cassazione dispose un nuovo processo d’Appello. Per l’omicidio di Attilio Romanò è stato condannato in via definitiva Mario Buono, indicato come l’esecutore materiale: il giovane ras, soprannominato ‘Topolino’ è stato giá condannato al carcere a vita