Stamattina il Presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto al Senato dove ha parlato del suo programma al fine di ottenere la Fiducia. “Siamo in trincea per combattere la pandemia. Dobbiamo occuparci di chi perde il lavoro e la propria attività. Ringrazio Conte per aver affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica mai vista. Questo Esecutivo riassume la responsabilità dei partiti e dei cittadini tutti. Quindi noi politici e tecnici siamo cittadini italiani onorati di servire il proprio paese: questo è lo spirito repubblicano del mio governo. Dobbiamo avviare una nuova ricostruzione. Questo governo sosterrà l’Euro e l’Unione Europea. Bisogna recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto, al Sud dove ha avuto una maggiore difficoltà quella a distanza. Il ritorno scuola deve avvenire in sicurezza“, ha dichiarato Draghi.

Il premier Draghi ha continuato: “Il turismo dovrà cambiare ed esso vive se preserviamo ambiente e città d’arte. Imprese e lavoratori devono essere aiutati ad uscire dal disastro della pandemia. Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Alcune attività economiche dovranno cambiare. Bisogna rafforzare l’assegno di rioccupazione. La pandemia penalizza alcuni settori produttivi assicurando l’espansione con politiche strutturali e finanziarie. Quindi dobbiamo lasciare un buon pianeta e non solo una buona moneta. Aumento dell’occupazione nel Mezzogiorno assicurando legalità e sicurezza. Avremo a disposizione oltre 200 miliardi per rilanciare l’economia”

Il VIDEO DEL DISCORSO DI DRAGHI

“La diffusione del Covid – spiega – ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze”.

“Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà”.

“Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza“. “E’ necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS . In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo”, aggiunge. “E’ stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Quindi senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate”, aggiunge.

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