Maturità 2020 in ospedale, Nadia svolge l’esame dal Cardarelli a 19 anni: è in attesa di un intervento

La storia di Nadia, la 19enne che ha affrontato l'esame di maturità dall'ospedale Cardarelli [Foto d'archivio]
La storia di Nadia, la 19enne che ha affrontato l'esame di maturità dall'ospedale Cardarelli [Foto d'archivio]

Una maturità ‘acquisita’ in videoconferenza tra le mura dell’ospedale Cardarelli. Così, Nadia Della Valle, ha sostenuto l’esame di Stato mentre è ricoverata nel reparto di chirurgia maxillofacciale dell’ospedale napoletano.  A raccontare la storia è Il Mattino (qui l’articolo).

Gli studenti erano impegnati con un’esperienza diversa a quella vissuta dalla stessa loro nicchia negli anni scorsi. E se da una parte alcuni ragazzi hanno già sostenuto l’esame in versione Covid-19, con tanto di mascherine e distanziamento sociale, anche Nadia si è data non poco da fare. La ragazza, 19 anni e di Montoro Inferiore (in provincia di Avellino), ha raccontato al quotidiano l’emozione che ha provato nell’affrontare la maturità dalle mura dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

L’operazione di Nadia

Nadia è ricoverata dal 12 giugno. La 19enne doveva essere operata nella giornata di ieri per una frattura orbitale e zigomale, causata da un incidente stradale. Una volta arrivata la notizia sulla possibilità di poter sostenere la prova in videoconferenza, l’equipe del personale medico ha ritenuto che “l’intervento si poteva rimandare di 24 ore”. E così si parte. L’esame di Nadia è durato circa un’ora e, per fortuna, tutto è andato per il verso giusto.

 

Maturità ai tempi del Covid, intervista agli studenti: «Esame che non dimenticheremo mai»

Ieri sono iniziati gli esami di maturità in una versione tutta nuova, quella del Covid-19. Una novità assoluta se si tiene conto del fatto che gli studenti, dopo essere stati costretti per oltre 3 mesi a studiare da casa, si sono ritrovati a tornare tra i banchi nel giorno più importante della loro carriera scolastica. Mascherine, organizzazione degli spazi, norme igieniche e distanziamento sono solo alcune delle regole imposte ai maturandi per svolgere in tutta sicurezza l’esame.

Parola agli studenti

I protagonisti di questa giornata sono proprio i ragazzi che, con il cuore pieno di emozione, ci hanno raccontato le loro sensazioni. A tal proposito hanno parlato ai microfoni di InterNapoli.it alcuni studenti dell’Itis Luigi Galvani, del liceo De Carlo e del Renato Cartesio di Giugliano.

TANTA EMOZIONE PER UN ESAME DIVERSO – «È stato abbastanza difficile ritornare dopo 3 mesi di studio ‘domestico‘. Poteva andare meglio senza ombra di dubbio». Gli alunni, infatti, non solo hanno dovuto affrontare la loro emozione in vista di uno dei giorni più importanti della loro vita, ma anche le difficoltà legate allo studio da casa durato oltre 90 giorni. Sono queste le prime parole raccolte da uno degli studenti che ha sostenuto la maturità al Galvani. Parole che trovano seguito e che, soprattutto, ritraggono i duri momenti vissuti dai maturandi: «È stato davvero emozionante. I professori ci sono stati veramente vicini. È andata bene, ma sicuramente avremmo potuto svolgere al meglio la prova se non avessimo alterato i nostri metodi di studio ai quali eravamo abituati». Come già accennato anche i professori si sono schierati dalla parte dei propri alunni, sostenendoli appieno durante le prove: «Ci hanno mostrato il loro appoggio, ma soprattutto ci hanno dato la libertà di esprimerci come volevamo».

Si cambia scuola, ma la sostanza resta la stessa. Al liceo De Carlo, difatti, gli studenti hanno espresso le loro sensazioni post-maturità: «È stato particolare come esame, ma dopo aver esposto i nostri argomenti siamo riusciti a seguire il nostro documento iniziale». Si aggiunge anche una studentessa che parla dell’emozione di ritornare tra i banchi di scuola, per l’ultima volta, dopo tanto tempo: «Essere distanziati dai propri compagni, a quest’età, sicuramente è stato difficile».

L’organizzazione degli esami ai tempi del Covid-19

Come predetto all’inizio, tra le novità di quest’anno appare quella del distanziamento e dell’organizzazione dei banchi. A tal proposito si è espresso uno studente del Renato Cartesio: “La disposizione dei posti è stata insolita. Ci siamo trovati davanti al personale che ci guardava e questo ci ha un po’ influenzati, anche se tutto sommato è andata bene”.

In conclusione si può affermare che sicuramente sono giorni di ansia e tensione per gli studenti. Ad ogni modo, però, la forza e l’impegno che hanno dimostrato testimoniano la grande caparbietà di chi, nonostante tutto, non ha mai mollato la presa. 

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