Sit-in questa mattina dinanzi Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, dei titolari di attività di ristorazione aderenti alla sigla Silb Confcommercio e la Fipe Confcommercio di Napoli e della Campania per chiedere, con una decisione condivisa, modifiche alla delibera regionale che decreta la chiusura dalle ore 23 e sino alle 6 del mattino del giorno dopo, dalla domenica a giovedì, di bar, gelaterie e pasticcerie e alle ore 24 e sino alle 6 del mattino il venerdì e il sabato. Per pub, ristoranti, vinerie è invece consentito gli ultimi ingressi nei locali non oltre le ore 23 per tutta la settimana (non ci sono i limiti di orari per il domicilio). Le associazioni di categoria hanno incontrato sempre in mattinata l’assessore regionale al Commercio Antonio Marchiello consegnando un documento recante la richiesta di revoca del provvedimento. Dal canto suo il governatore Vincenzo De Luca, ha aperto soltanto all’anticipazione delle aperture dalle 6 alle 5 del mattino escludendo ipotesi di un prolungamento di orari serali.

 Protestano contro il ‘coprifuoco’ imposto dall’ordinanza di De Luca: sono i gestori di bar, ristoranti, pizzerie, locali del by night che, oggi, hanno manifestato davanti alla sede della Regione Campania in Via Santa Lucia a Napoli. Dall’emanazione dell’ordinanza, i gestori dei locali si sono detti contrari alla chiusura obbligata alle 23 in settimana e alle 24 durante i weekend, denunciando un “serio rischio per la tenuta economica delle attività commerciali”.
I rappresentanti della Confcommercio Campania, organizzatori della manifestazione, sono stati ricevuti dall’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello, per affrontare il nodo degli orari e delle chiusure, evidenziando che “gli assembramenti si creano al di fuori e non dentro ai locali” e che “chiudere anticipatamente non assicura in maniera automatica che non si saranno persone che comunque si fermano in strada”.
“Abbiamo avuto rassicurazioni su un incontro, forse già la prossima settimana, con il presidente De Luca e la task force – ha affermato Pasquale Russo, direttore generale Confcommercio Campania – Non siamo contrari alle misure di contenimento, siamo contrari a quelle misure che non contengono i contagi e questa ordinanza non ha nessun effetto sul contenimento dei contagi”. I manifestanti hanno indossato tutti la mascherina, così come previsto da un’altra ordinanza regionale emanata prima dell’ultimo Dpcm, e hanno esposto cartelli con le scritte: “No ad una sola attività commerciale chiusa. Sì a un maggiore controllo delle misure di prevenzione della salute”.
La richiesta, fin dal primo giorno dell’ordinanza sulla movida, è stata quella di avere maggiori controlli, dentro e fuori dai locali, così da evitare assembramenti e garantire il rispetto delle misure di contenimento all’esterno. “Siamo pronti ad avere controlli anche quotidiani – conclude un gestore – ma la chiusura anticipata ci spezza le gambe”.
Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha inviato stamani al Presidente
della Regione Campania Vincenzo De Luca una lettera incentrata sulla
situazione Covid in Città.
Dopo aver ricordato in premessa che “nel mio ruolo di Sindaco di Napoli,
rappresento – come è bene a Sua conoscenza – la massima autorità
sanitaria della nostra Città ed, in tal senso, Le scrivo in merito alla
celere ripresa dei contagi che riguarda la pandemia da Covid-19.” il
primo cittadino così prosegue “
Affermo, a tal proposito, che ritengo necessario, urgente ed
indispensabile che tutti i dati, sull’andamento del virus, mi siano
comunicati costantemente ed in modo dettagliato, perchè rappresentano lo
strumento principale che consente di poter analizzare il contagio sul
territorio ed, in particolare, la sua diffusione all’interno di ogni
Municipalità. Non solo, ma anche la relativa recrudescenza e
penetrazione nel territorio e tra la comunità della Città Metropolitana
– parte molto rilevante della Regione Campania – di cui, ricordo, sono
il Sindaco. “
La nota del Sindaco – inviata per conoscenza anche al
Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro della
salute Roberto Speranza ed al Prefetto di Napoli Marco Valentini- continua:
“Il corretto flusso delle informazioni rappresenta, non solo, un punto
cruciale della lotta e del controllo delle malattie infettive, ma
costituisce anche un aspetto molto delicato della rete dei rapporti tra
Istituzioni che ne deve connotare la collaborazione, con l’unico
obiettivo della salvaguardia e della difesa della salute dei cittadini.
I dati, completi, certi e forniti nei tempi giusti consentono
l’attuazione della strategia e delle politiche che impegnano sia
l’organizzazione comunale della nostra Città, sia quella metropolitana.
Oltre alla analitica e dettagliata conoscenza dei dati, come accennavo,
mi sembra opportuno e necessario che il Sindaco di Napoli e della Città
Metropolitana non possa essere escluso dall’Unità di crisi costituita
per fronteggiare la pandemia. Quindi, reitero la richiesta, formalmente,
a pieno titolo, di farne parte.”
La lettera al vertice di Palazzo Santa Lucia termina così : “auspico,
Signor Presidente, la massima collaborazione tra le Istituzioni – nel
reciproco rispetto dei compiti e dei ruoli assegnati dalle norme vigenti
– per fronteggiare, al meglio, la difficile, attuale e preoccupante
situazione di emergenza sanitaria.La ringrazio per l’attenzione e
confido in un Suo positivo riscontro”

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