Un rimprovero ad uno dei colonnelli della cosca. Questo uno dei particolari riguardanti Maria Licciardi presente nelle 103 pagine dell’ ultima ordinanza di custodia cautelare eseguita nei confronti della donna indicata come vertice del clan Licciardi. Il suo ruolo apicale emerge in tanti episodi ma uno su tutti rivela la vera natuta di ‘a piccerella, donna risoluta, decisa, capace di mettere a posto ras del calibro di Luigi Carella ‘a gallina, pezzo da novanta del gruppo-fazione Berlingieri. A dimostrarlo una serie di intercettazioni in cui la Licciardi si lamenta del suo affiliato perchè quest’ultimo si era permesso, senza la sua autorizzazione, di dare disposizione di non coinvolgerla direttamente in questioni di natura illecita, per evitare che potesse essere destinataria di provvedimenti restrittivi.

Il rimprovero a Carella

La Licciardi racconta l’episodio a degli interlocutori rivelando di aver convocato Carella e di avergli ricordato come lei avesse scelto di fare la malavita da cinquanta anni e pertanto, consapevole delle conseguenze cui andava incontro, non aveva timore dr andare in carcere:«Sentimi un poco a me non lo dire più la zia ha 70 anni e va in galera perche la zia quando va in galera si siede sul cesso! PERCHE’ 50 ANNI FA HA FATTO OUESTA SCELTA E SAPEVA QUELLO CHE ANDAVA INCONTRO!». In tale circostanza la donna precisa anche come avesse ristabilito, con il suo intervento, il rapporto gerarchico con il proprio affiliato, ricordando a Carella come lui fosse, sebbene referente del Rione Berlingieri, comunque a lei subordinato, in quanto il potere criminale di cui godeva gli derivava proprio dal poter vantare la sua appartenenza al clan Licciardi e dal poterne spendere il nome:«Non lo dire più ..ma io lo dico per voi .. voi non capite, siete anziana..ah io sono anziana?,..wé Gigin'(Carella Luigi ndr) adesso te lo dico in napoletano … io a te ti appendo al pantalone!. Io mi espongo e voi vi esponete con il mio nome». Poi l’affondo finale:«Tu dai gli ordini ma li dai per i Licciardi, ricordatelo sempre!»

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