«Abbiamo avuto da subito il coraggio di dire che è profondamente errato idolatrare e glorificare la vita dei criminali. Perché la violenza genera violenza  e non bisogna alimentare la cultura camorristica in città per impedire che tutto questo si tramandi di generazione in generazione. Siamo stati insultati e minacciati per questo».

«Dopo l’omicidio di Ciro Caiafa, padre di Luigi giovane rapinatore rimasto ucciso nel corso di un conflitto a fuoco con la Polizia mentre tentava di mettere a segno una rapina, ci chiediamo adesso quando le istituzioni vorranno far sentire la propria presenza sul territorio. A partire proprio dalla eliminazione di questi simboli, dei murale e degli altarini dedicati ai criminali e ai camorristi a partire dagli ultimi dedicati a Caiafa e a Ugo Russo, altro giovane rapinatore rimasto ucciso durante un tentativo di rapina. Quanto tempo dovranno aspettare le persone per bene che abitano in quelle strade per veder andare via i simboli dell’oppressione criminale?».

«Noi crediamo che sia giunto il momento di iniziare a pensare a come liberare tutte queste vittime della criminalità anche dal punto di vista simbolico, a pensare a chi subisce furti, violenze, minacce, offese invece di dedicare tutte le nostre attenzioni ai carnefici tentando di comprendere ogni azione delinquenziale senza mai porre l’attenzione prioritariamente alle vittime. La liberazione di Napoli dalla malavita parte anche da questo, abbattendo tutti i simboli della malavita». Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.

 

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.