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lunedì, Maggio 23, 2022
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“La variante Omicron può portare alla fine della pandemia”, la speranza degli esperti dell’Oms


In questi giorni circolano voci che dicono che con la variante omicron il Covid si potrebbe avviare verso la sua fine. Il terrore vissuto in questi anni di pandemia potrebbe andare a scemare? E’ davvero cosi? Vediamo le parole dell’Oms e degli esperti.

Un percorso che porterà a una nuova fase del virus

Secondo il dg Oms Europa questa è un’ipotesi plausibile. E’ stato affermato che ormai stiamo entrando in una nuova fase. Però c’è bisogno di prudenza. Perchè per il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, che oggi ha lanciato un nuovo monito, è un errore presumere un immediato epilogo.

Accanto ai giudizi articolati dell’Oms però vediamo anche le opinioni degli esperti su questo tema. Gli esperti infatti vedono un percorso che porterà a una fase endemica del virus. Però i dati sono ancora troppo pochi ed incerti per avere una risposta definitiva

Le parole del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiara che: “imparare a convivere con Covid 19 non può significare che diamo a questo virus la libertà di circolare. Non può significare che accettiamo quasi 50mila morti a settimana. Non può significare che accettiamo un onere inaccettabile per i nostri sistemi sanitari”.

Continua: “esistono diversi scenari su come potrebbe andare la pandemia e su come potrebbe finire la fase acuta, ma è pericoloso presumere che Omicron sarà l’ultima variante”.

Affinchè questa pandemia cambi direzione bisogna cambiare anche le linee guida. Cruciale per questo proposito è la vaccinazione. Il dg Oms ribadisce: “I vaccini da soli non sono il biglietto d’oro per uscire dalla pandemia. Ma non c’è via d’uscita se non raggiungiamo il nostro obiettivo condiviso di vaccinare il 70% della popolazione di ogni Paese entro la metà di quest’anno.”

Ancora una lunga strada da percorrere

Ha continuato, poi, ribadendo: “Abbiamo una lunga strada da percorrere. Allo stato attuale, 86 Stati membri in tutte le regioni Oms non sono stati in grado di raggiungere l’obiettivo dello scorso anno di vaccinare il 40% delle loro popolazioni.”

“34 Stati membri, la maggior parte dei quali in Africa e nella regione del Mediterraneo orientale, non sono stati in grado di vaccinare nemmeno 10% della loro popolazione. L’85% della popolazione africana deve ancora ricevere una singola dose di vaccino. Semplicemente non possiamo porre fine alla fase di emergenza della pandemia a meno che non colmiamo questo divario”.

L’infettivologo Matteo Bassetti ribatte all’Oms

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, commenta quanto affermato dal direttore generale dell’Oms per l’Europa: “L’Oms parla con troppe voci e discordanti. La settimana scorsa annunciava l’arrivo di varianti letali e oggi invece parla di fine della pandemia con Omicron. Credo che abbia perso un po’ di credibilità e fiducia agli occhi dei cittadini. Questa pandemia gli ha fatto molto male”

L’infettivologo continua dicendo: “I numeri sono evidenti: tra le persone ieri ricoverate in terapia intensiva e quelle di 10 giorni fa c’è una stabilità. Siamo in una fase in cui non c’è stato un incremento degli accessi in rianimazione e questo oggi deve essere, insieme al dato delle aree mediche, l’indicatore più importante. Siamo arrivati al picco e questa settimana speriamo di scendere anche con i ricoveri”

Continua poi Massimo Ciccozzi

Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma afferma:”E’ fuori discussione che questa variante è quella che ci dà un po’ la svolta, perché è molto contagiosa e pochissimo letale.”

Continua: “E’ una variante che finalmente “si comporta come fanno i virus” ovvero infetta e si moltiplica il più possibile, quindi fa il suo lavoro proprio a livello evolutivo. Perciò tenderà a diventare endemica, resterà con noi e questo potrà significare che i fragili magari faranno un vaccino ogni anno come per l’influenza”.

Insomma sembra che sia per gli esperti che per l’Oms ci sia una punto d’accordo. Il virus si sta evolvendo portando a una nuova fase in cui, sembra, che potremmo riuscire a convivere con esso come già facciamo con quelli dell’influenza abituale.

 

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