“Paola Maria e Ciro già minacciati di morte”, il retroscena sul drammatico incidente ad Acerra

Paola Maria e Ciro
Paola Maria e Ciro

Non si sentivano liberi di vivere il loro amore. Ciro ha raccontato continue intimidazioni subite negli anni di frequentazione con la sua compagna Paola Maria Gaglione, la 18enne uccisa dopo essere stata sbalzata dallo scooter dopo un inseguimento. Per la morte della giovane di Caivano è indagato il fratello Michele.

«Ho parlato con Ciro e mi ha descritto una situazione di grande negazione con i due ragazzi minacciati di morte ripetutamente. Quello che è successo l’altra notte era qualcosa che in qualche modo si aspettavano». Ad rivelarlo è stata Daniela Falanga, presidente dell’Arcigay di Napoli.

“Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata”, ha detto ai carabinieri, secondo quanto riferito, Michele Gaglione, fermato per la morte della sorella Paola Maria. Inizialmente rispondeva di lesioni personali, morte come conseguenza di un altro delitto e violenza privata, ma la sua posizione si è aggravata ed è finito in cella per omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia.

«Aiuteremo Ciro – ha affermato Daniela Falanga ai cronisti – gli metteremo al fianco degli psicologi per affrontare il lutto. Ma vogliono che fratello paghi per quello che ha commesso. Vogliono che paghi. Avranno anche un supporto legale, saranno supportati da tutta la comunità Lgbt». «Ciro – aggiunge la presidente dell’Arcigay – è sconvolto per quello che sta ascoltando in queste ore. Legge cose non vere, non si sta presentando l’orrore per quello che è. Piange tanto, sta male per questa separazione che rivendica come la sua vita. Avevano in animo di andare a vivere insieme e Paola Maria l’avrebbe accompagnato nel percorso di transizione che stava per cominciare. A Ciro, che è già un uomo, è stata tolta una parte della sua esistenza. So che Paola ha provato a convincere la famiglia ma è sempre stata trattata malissimo».