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giovedì, Aprile 3, 2025
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“Pensava di uccidere, ma non c’è movente”: le parole della Pm sulla strage di Paderno

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Ha parlato di un “malessere“, per spiegare quel senso di “oppressione“, solitudine ed estraniamento, il 17enne che nella notte tra sabato e domenica a Paderno Dugnano (Milano) ha ucciso padre, madre e fratello a coltellate. Un “malessere”, questo il termine messo a verbale dal ragazzo davanti a inquirenti e investigatori, non solo in relazione alla famiglia, ma anche più in generale alla società. Ha pianto a lungo e chi l’ha visto nelle ore dell’interrogatorio ha trovato un ragazzo “fragilissimo”. Il 17enne si trova nel centro di prima accoglienza del Beccaria di Milano in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Dal punto di vista giudiziario non abbiamo un movente tecnicamente valido. Dal punto di vista sociologico e psicologico ovviamente sono aperte le indagini. Anche il 17enne non si dà una spiegazione. Ha parlato di un suo ‘malessere’ da qualche giorno, un pensiero di uccidere, ma non legato alla famiglia“, ha detto il pm per i minorenni, Sabrina Ditaranto.

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Ha capito che non può tornare indietro, è molto lucido su questo, sa che quello che ha fatto è irreversibile“: ha precisato la procuratrice Ditaranto. “Ha parlato di un malessere suo, non collegato alla famiglia, era un pensiero che aveva da qualche giorno, non collegato ad un impeto“, ha aggiunto.

ARTICOLO PRECEDENTE – Strage di Paderno, parla il 17enne: “In famiglia mi sentivo un corpo estraneo”

Nella mia famiglia mi sentivo un corpo estraneo, oppresso“. Davanti al PM dei minori, è un monologo tra le lacrime quello del ragazzo di 17 anni che nella notte tra sabato e domenica ha ucciso il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella villetta di famiglia a Paderno Dugnano (Milano). Il giovane ha confessato di aver fatto tutto da solo. “Non c’è un vero motivo per cui ho ucciso – avrebbe detto secondo quanto riporta il Corriere della Sera -. Ho pensato che uccidendoli tutti mi sarei liberato da questo disagio. Un minuto dopo, ho capito che non era facendolo che mi sarei liberato“.

Non è successo niente di particolare sabato sera. Ma ci pensavo da un po’, era una cosa che covavo“, racconta durante le sue spontanee dichiarazioni. Il giovane dice di essersi alzato mentre gli altri dormivano per andare in cucina a prendere un “coltello da carne” e di avere colpito per primo (“ma senza una ragione precisa“) il fratellino. Quando parla delle motivazioni del massacro, singhiozza parole che non chiariscono cosa sia questo “disagio” che ha armato il suo piano di morte. “Non so davvero come spiegarlo. Mi sento solo anche in mezzo agli altri“. A casa come con gli amici, che non gli mancavano: “Non avevo un vero dialogo con nessuno. Era come se nessuno mi comprendesse“.

A chi lo interroga sembra un ragazzo intelligente, forse più della media, e la sua appare come una confessione autentica. Ma è un racconto vuoto, desolante davanti a tanto orrore. Il 17enne sembra non avere gli strumenti per spiegare cosa sia davvero quel “disagio interiore”. Non parla di bullismo, di sessualità, di problemi con le droghe. È come se tutto fosse racchiuso in quella sensazione.

La dinamica della strage

Quando il diciassettenne ha chiamato il 112 erano le due di notte. Ha detto: «Venite, ho ucciso papà che aveva ammazzato la mamma e mio fratello». All’arrivo dei carabinieri in questa struttura di villette a schiera al civico 33 di Paderno Dugnano, nell’hinterland milanese, lui era lì con il coltello da cucina usato per sterminare la sua famiglia.

Dopo un lungo interrogatorio, il diciassettenne è crollato e ha confessato: «Li ho uccisi tutti io».

Sin dal primo momento la sua ricostruzione non tornava ai carabinieri del comando provinciale di Milano coordinati dai magistrati della procura per i minorenni di Milano e della procura ordinaria di Monza.

I tre corpi nella cameretta che lui condivideva con Lorenzo, il fratello più piccolo, l’assenza di segni sul corpo di una possibile lite col padre.

Le vittime sono un imprenditore 51enne, Fabio C., una donna di 48 anni, Daniela A. e il figlioletto dodicenne Lorenzo. È successo nella casa di famiglia in via Anzio. All’arrivo i carabinieri del comando provinciale di Milano hanno trovato in casa il diciassettenne e il coltello con cui sono stati commessi gli omicidi. Le indagini sono coordinate dalla procura di Monza.

17enne confessa: “Li ho uccisi tutti”
Il 17enne ha confessato di aver ucciso tutta la sua famiglia. Durante il lungo interrogatorio il ragazzo ha così cambiato la sua versione iniziale, in cui aveva spiegato di aver ucciso solo il padre dopo aver visto la madre e il fratellino morti in casa.

La chiamata del figlio al 112: ‘Ho ucciso papà’
‘Venite, ho ucciso mio padre’. E’ quanto avrebbe detto nella chiamata ai soccorritori del 112 il ragazzo di 17 anni, unico sopravvissuto alla strage familiare avvenuta questa notte in una villetta di Paderno Dugnano, nel milanese. Secondo quanto si apprende da fonti vicine alle indagini, il ragazzo ha spiegato di essere entrato nella cameretta del fratello minore e di aver trovato lì suo padre, accovacciato con un coltello accanto e i corpi della madre e del 12enne nella stessa stanza. A quel punto avrebbe preso l’arma e accoltellato il padre. Il racconto del 17enne – che non presenta ferite – è al momento al vaglio degli inquirenti, che lo stanno sentendo per escludere il coinvolgimento di altre persone nel triplice omicidio.

Sindaca Paderno: “Dolore e sgomento per fatto inspiegabile”
“Si tratta di quei fatti inspiegabili sui quali è difficile dire qualcosa, se non per esprimere profondo dolore e cordoglio“. Lo dice a LaPresse la sindaca di Paderno Dugnano, Anna Varisco, in merito alla famiglia sterminata questa notte nel suo Comune. “Era una famiglia normale come tante altre, conosciuta in paese e tranquilla. Non era seguita dai servizi sociali o problematica. Il papà lavorava nell’edilizia e abitava in un bel quartiere. Siamo sbalorditi e sgomenti“, aggiunge la sindaca.

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