Da sinistra Genny Carra, Salvatore Lazzaro, Emanuele Manauro e Gennaro Cozzolino

Una pioggia di sconti. Questo quanto andato in scena davanti alla Corte d’Appello di Napoli (I sezione) nei confronti dei ras e degli affiliati minori del clan Cutolo, quello della ’44’ del Rione Traiano. Tra essi anche Genny Carra, l’ex numero due del clan, che con la sua decisione di passare dalla parte dello Stato ha permesso di ricostruire l’organigramma e gli affari dei gruppi della mala flegrea. Carra ha rimediato sei anni di reclusione. Per quanto riguarda le altre condanne Vincenzo Cutolo ha rimediato 15 anni e 2 mesi in continuazione con altra sentenza (in primo grado per lui erano stati stabiliti 17 anni). Un altro pezzo da novanta della mala dell’area ovest Patrizio Allard è stato invece condannato a sei anni e 8 mesi. Queste le altre condanne per gli altri imputati che rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa e associazione dedita allo spaccio. Francesco Pietroluongo, 14 anni; Salvatore Basile 6 anni e 4 mesi; Bruno Annunziata, 10 anni e 4 mesi; Gennaro Cozzolino, 6 anni e 4 mesi; Salvatore Lazzaro, 6 anni; Emanuele Manauro, 8 anni e 8 mesi; quattro anni per Gennaro Tranchese, Luigi Cirillo, Rosa Pisa e Domenico Equabile.

Il ciclone Carra sui Cutolo della ’44’

Nel clan Cutolo del Rione Traiano la gerarchia dei ras era misurata anche dai singoli stipendi. Cifre da capogiro a dimostrazione di quanto fosse remunerativo l’affare droga tra via Marco Aurelio e dintorni. Ha parlato anche di questo Genny Carra, ex colonnello del gruppo della ’44’ nonchè genero del boss Salvatore Cutolo ‘Borotalco’. Tra i passaggi più significativi dei tanti verbali di Carra quello relativo agli stipendi degli uomini del clan: uno spaccato che rivela la forza economica del gruppo in affari con i Sorianiello della ’99’ tramite la figura di Giuseppe Mazzaccaro, un altro ‘pezzo da novanta’ di quell’autentico mosaico che è l’area flegrea.

Il tariffario dei Cutolo: il ruolo dei fratelli Pauciullo

Come Giuseppina Ostinato, la moglie del boss per cui il Riesame ha confermato ieri l’ordinanza (leggi qui l’articolo):«Giuseppina Ostinato è la moglie di Salvatore Cutolo. Il clan Cutolo destina 5.000 euro al mese a Salvatore Cutolo, che sono consegnati alla Ostinato. Dal 2007 il pagamento è sempre stato regolare. La Ostinato sa che i soldi vengono dai proventi illeciti del clan». Oppure i suoi nipoti Ciro e Vincenzo Pauciullo con il primo indicato come elemento di punta del clan della ’44’:«Ciro Pauciullo è affiliato al clan Cutolo con il ruolo di killer. E’ il cugino di Vincenzo Cutolo. Ha partecipato con me alla gambizzazione di un ragazzo affiliato al nostro clan. Questo episodio è avvenuto nel maggio 2019 una settimana prima che mi arrestassero. Percepisce dal clan 5mila euro a settimana ma preleva sporadicamente anche somme dalle piazze di spaccio. Lo lasciamo fare per il ruolo che ha». Sul fratello invece Carra dice:«Vincenzo Pauciullo è uno spacciatore di cocaina ‘a telefono’ che può operare liberamente perchè è fratello di Ciro che è persona di spessore del clan Cutolo».

La piazza di spaccio di via Tertulliano

Tra le altre persone su cui Carra si è concentrato c’è anche Giovanni Perrella:«Gestisce una piazza di spaccio in via Tertulliano che ha una vendita molto forte. Il clan Cutolo acquista un pacco di cocaina da un chilo al prezzo di 30mila euro e lo consegna a Perrella. Questi dalla vendita ricava 60mila euro con relativo guadagno di 30mila euro che viene diviso a metà tra il clan Cutolo e lo stesso Perrella»

 

 

 

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