Italia quasi tutta in zona arancione
Italia quasi tutta in zona arancione

Da questa mattina, lunedì 12 aprile, quasi tutta Italia è diventata zona arancione. Sono solo 4 infatti le regioni – Campania, Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta – che restano o passano in zona rossa, con regole e divieti più restrittivi per scuola, spostamenti e categorie di negozi per contenere la diffusione del Covid. Il motivo è che l’indice Rt non soddisfa i criteri richiesti. La curva del contagio è tornata a salire, facendo registrare un numero di positivi tra i più alti in Italia. Inoltre, la campagna vaccinale a rilento di certo non aiuta.

‘Promosse’ invece in zona arancione ci sono Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana. All’interno delle varie regioni è possibile che ci siano delle zone rosse, come ad esempio in Toscana dove Firenze e Prato sono rosse.

La situazione in Campania

Nonostante quasi tutte le regioni italiane siano diventate zona arancione, anche questa settimana la Campania resterà in zona rossa e Vincenzo De Luca non ha gradito la decisione del CTS, come ha fatto sapere durante la sua diretta social del venerdì: “Criteri demenziali, la rabbia dei cittadini è giustificata. La Campania è all’avanguardia circa l’occupazione delle terapie intensive e i deceduti. Le nostre terapie intensive sono piene al 26% e abbiamo il 37% dei posti di degenza occupati, ma ci diranno che siamo in zona rossa”.

CRITICA ALLO STATO“Chi s’arrabbia fa bene. Se giri e vedi tutti in giro, ma si chiude il ristorante o il barbiere è chiaro che t’innervosisci. La gente s’indigna se vede che non c’è un accidente di controllo. Io esprimo solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rivolta. Sono tutti a passeggio, perché non si può garantire l’accesso ad un teatro, un museo, un ristorante?”.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dice di condividere il “grido di dolore di Draghi rispetto a qualche 30enne che ha scavalcato anziani nella vaccinazione”. “Bene con rispetto e parafrasando il grido di dolore di Draghi, mi rivolgo al presidente del Consiglio e a mia volta dico: con quale coscienza si può togliere ai cittadini campani una quantità di 210mila dosi di vaccino? Mi auguro che il mio grido di dolore sia ascoltato”, ha detto su Facebook.

“La coscienza deve funzionare sempre, non a corrente alternata”, ha aggiunto.

La situazione in Italia, quasi tutta zona arancione

Il cambio di colore delle regioni è arrivato dopo i dati del consueto monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute sull’andamento della pandemia di Covid in Italia. L’indice di contagio Rt medio nazionale è pari a 0.92, in calo rispetto a 0.98 della settimana precedente, come evidenzia il report dell’Iss.

Continua la diminuzione dell’incidenza di Covid in Italia, pari a 185 nuovi casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 232,7 della settimana precedente, si apprende ancora. Per quanto riguarda ricoveri e terapie intensive, “rimane alto il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica, 15 Regioni contro le 14 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (41%)”.

Quasi tutta Italia zona arancione, il ‘Caso Sardegna’

La Sardegna in poco più di un mese è passata da zona bianca a zona rossa. Era lunedì 1 marzo quando aveva conquistato la zona bianca. In una ventina di giorni è passata in arancione per finire, dopo più o meno gli stessi giorni, in zona rossa. A ‘condannare’ la regione a ulteriori restrizioni è l’indice Rt rilevato dal monitoraggio Iss-ministero della Salute: è pari a 1,54, il più alto d’Italia e ben al di sopra della soglia di 1,25 che fa finire automaticamente le Regioni in zona rossa.

“Paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili” ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas aggiungendo: “Sono dati riferiti a due settimane, mentre quelli dell’ultima settimana ci dicono che il contenimento è già in atto, si stanno riducendo i numeri. Faccio un appello ai cittadini, ai ragazzi, alle persone che devono spostarsi per lavoro: manteniamo le cautele, rispettiamo le norme sul distanziamento, sull’igienizzazione, usiamo le mascherine: dipende da noi poter tornare quanto prima a riaprire tutti gli esercizi” ha sottolineato il governatore.

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