Ras dei Di Lauro morto in un incidente, funerali vietati per Gaetano Todisco

gaetano todisco

Vietati per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, dal Questore di Napoli , i funerali di Gaetano Todisco, storico esponente del clan Di Lauro morto nei giorni scorsi a seguito di un incidente mentre era in sella al suo scooter. L’uomo era compagnia di G.F. quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo andandosi a schiantare contro alcune auto parcheggiate in via Misteri di Parigi nel cuore del rione dei fiori, noto come ‘Terzo Mondo’ di Secondigliano. Uno schianto che non gli ha lasciato scampo: il suo cuore si è fermato sul colpo ed inutile si è rivelato qualsiasi tentativo di rianimarlo. L’uomo in sua compagnia ha riportato invece fratture multiple alcune gravi alle gambe.

La dinamica

Resta da capire la dinamica dell’impatto: Gaetano Todisco correva a velocità sostenuta, gli investigatori esperti di questioni dell’area nord lo indicano come un soggetto guardingo, che non dava nell’occhio, quindi la dinamica del suo incidente solleva più di un dubbio.

Gaetano Todisco nel triumvirato che guidava i Di Lauro

Todisco in passato ha ricoperto anche ruoli di vertice nel clan Di Lauro. Avrebbe fatto parte del triumvirato scelto proprio da Marco Di Lauro per curarne la latitanza. Il suo nome fatto più volte dal pentito Salvatore Tamburrino. ««Nel 2011 il referente di Marco Di Lauro nel rione era Benedetto Russo così come Giuseppe Pica. Lo è stato fino alla sua morte avvenuta nel 2007, sin dal blitz del 2004 peraltro, il Pica è stato il referente dei fratelli che comandavano quindi Cosimo, Ciro e Marco e poi Ciro e Marco. Ribadisco che il governo del clan era collegiale tra i fratelli Di Lauro che poi operavano sul territorio attraverso un referente che si occupava di gestire le piazze, di trattare lo stupefacente, delle armi.

Quando si decidevano gli omicidi, per esempio, era Pica ad organizzare i gruppi di fuoco, a fornire armi e motorini. Dalla morte di Pica all’arresto di Nunzio Talotti fu costui ad essere il referente, fino a dicembre 2010, poi toccò a Benedetto Russo a cui venni affiancato io. Russo fu poi arrestato e dunque i referenti divennero un gruppo di fidati di Raffaele Di Lauro, quali Ciro Silvestri, Todisco e Pasquale Spinelli. In questa fase io ebbi discussioni con Raffaele Di Lauro».