Udienza rinviata per l’ ‘erede al trono’ della mala di Soccavo, Alfredo Vigilia Junior. Il processo è quello che vede imputato Vigilia junior (difeso dagli avvocati Paolo Gallina e Antonio Rocco Briganti) come presunto autore del ferimento di Salvatore Paolillo ‘o ntè, affiliato proprio al gruppo di via vicinale Palazziello e indicato nelle recenti ordinanze contro il clan come gestore di una piazza in via Contieri. Il ferimento di Paolillo risale all’ottobre del 2018 quando fu raggiunto alle gambe da un colpo di pistola in strada in via Cinthia. Nonostante la ferita riuscì a salire sullo scooter sul quale viaggiava arrivando all’ospedale San Paolo dove si fece medicare. Ai poliziotti, accorsi in ospedale, raccontò di non essersi accorto di nulla e di essersi improvvisamente accasciato al suolo.

Le accuse contro Vigilia junior

Vigilia junior fu accusato di essere l’esecutore di quella che, per la Procura, era una ‘punizione interna’. Alcuni problemi di videocollegamento hanno impedito lo svolgimento dell’udienza perchè il coimputato, Salvatore Russo (nipote dell’ex boss dei Quartieri spagnoli Domenico detto ‘Mimì dei cani’), accusato di aver passato materialmente l’arma a Vigilia junior, non è stato videocollegato per errore provocando lo slittamento della sentenza. In quel periodo, esattamente due anni fa, gli uomini del commissariato San Paolo eseguirono un blitz scovando le armi del clan. Russo è difeso dall’avvocato Alessandro Di Palma. L’ipotesi di reato è quella di lesioni aggravate dall’articolo 7. A sostegno della Procura alcune intercettazioni effettuate nella stanza di ospedale dove era presente Paolillo. Nell’interpretazione della polizia giudiziaria in quelle conversazioni sarebbe chiaro il riferimento a Vigilia junior come autore del ferimento, particolare contestato dalla difesa come elemento di scarso valore probatorio.

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