Attrice di ‘Un Medico in Famiglia’ lotta contro il tumore: “Dire che sto bene è una parola grossa”

Sabrina-Paravicini

Fino a qui tutto bene: è sempre questo l’hashtag che Sabrina Paravicini sceglie su Instagram per raccontare ai follower la sua battaglia con il cancro. L’attrice e regista, divenuta celebre per il ruolo di Jessica nella fiction Un medico in famiglia, è ancora alle prese con il decorso post-operatorio ma fa sapere di cominciare a vedere piccoli progressi.

«Ciao a tutti, stanno ricrescendo i capelli, le ciglia e le sopracciglia. Adesso riesco ad aprire il braccio sinistro quasi a 90° e ieri mi hanno gonfiato l’espansore: è stato un po’ doloroso, ma dopo aver fatto l’intervento è una difficoltà decisamente minore, potrei anche fare un viaggio nello spazio ora» – racconta Sabrina Paravicini in un video pubblicato su Instagram nel pomeriggio di ieri – «Dire che sto bene è una parola grossa, ma sto meglio e vi volevo ringraziare per tutti i messaggi e i post: il vostro affetto mi ha aiutato tanto, grazie a tutti».

L’attrice e regista, 49 anni, sempre su Instagram ha ammesso di essersi davvero emozionata per l’omaggio a Nadia Toffa nella prima puntata della nuova stagione Le IeneSabrina Paravicini non usa mezzi termini per descrivere l’evento in memoria di Nadia Toffa di ieri: «Qualcosa che rimarrà nella storia della televisione. Ieri sera vedere Nadia Toffa in quella lunga inquadratura mentre parlava delle persone che avrebbe voluto incontrare è stato come stare in uno spazio temporale senza confini. Così emozionante. Così intenso. Così vero».

Sabrina Paravicini, continua la sua battaglia contro il cancro: sul suo profilo Instagram l’attrice, che interpretò l’infermiera Jessica ne Un medico in famiglia, ha raccontato questa mattina le sue sensazioni, dopo l’operazione dello scorso 5 settembre. Il suo tumore al seno, ha raccontato lei stessa, è scomparso, ma ha voluto comunque sottoporsi a intervento per evitare recidive.

«Sveglia da questa mattina alle 6. Sveglia per i dolori e i drenaggi che tirano sotto al braccio. Il braccio sinistro non lo posso muovere – scrive nel suo drammatico post – Ogni sera mi mette a letto la mia mamma, ci metto alcuni minuti prima di trovare la posizione giusta, a volte il dolore è così forte che mi vengono le lacrime agli occhi, a volte mi sale proprio il pianto: non riesco a respirare e mi affanno e questo affanno mi scatena un pianto meccanico che mi comprime i muscoli del petto e il dolore è ancora peggio».

«Poi trovo una posizione e mi addormento – continua – La mattina mi sveglio come se mi avessero appoggiato sul petto un blocco di cemento. Stamattina non riuscivo ad alzarmi, neppure facendo leva con il braccio destro. Guardavo il soffitto e pensavo: ma quando finirà? Sei mesi di chemioterapia e ora sono qui nel letto e mi sembra peggio di prima».

«Ho cercato su google foto di cicatrici post mastectomia e ho pianto – conclude il suo post, intitolato “Quando pensi che non ce la fai, puoi farcela” – Non per me, per le donne che vedevo nelle foto. Ma erano tutte sorridenti e allora ho pensato: finirà, presto finirà. Non mi voglio stancare di questo viaggio. Passerà. Passerà tutto. Ho fatto forza sul braccio e mi sono messa in piedi».