«Si sono avotati tutti», scissionisti uccisi dal barbiere come un famoso boss di Cosa Nostra

‘Gli omicidi del barbiere’. Così viene comunemente ricordato a Secondigliano e dintorni il duplice omicidio di Giuseppe Ferraro e Giuseppe Parisi: ‘o capellon e ‘o nason per la vulgata criminale. Due affiliati di caratura criminale un tempo appartenenti al clan Di Lauro uccisi in via Abate Desiderio, al rione Berlingieri il 27 aprile del 2011. Erano i giorni della seconda faida, quella che diede origine alla ‘girata’ con il gruppo della Vanella Grassi che si staccò dai Di Lauro per confluire nelle ‘galassia’ scissionista prima del ‘ridimensionamento’ degli Amato-Pagano poi costretti all’esilio a Melito da parte delle altre famiglie. Teatro dell’agguato il salone da barbiere Vincent: durò tutto pochi secondi. Agirono due killer, uno entrò nel locale col volto coperto da casco integrale mentre l’altro aspettò fuori con la moto. Pochi secondi per uccidere i due che da poco, secondo le informative dell’epoca, avevano abbandonato la cosca di via Cupa dell’Arco e in particolare il gruppo che agiva nel Perrone per aderire alla ‘Scissione’. Un duplice omicidio che ricordava classiche scene da film gangster tutte ispirate al celebre omicidio di Albert Anastasia, capo dell’Anonima Omicidi, ucciso il 25 ottobre 1957 al Park Sheraton Hotel: il gangster, si era fatto accompagnato dal suo guardaspalle, che però uscì subito perché d’accordo con i killer; appena si sedette sulla poltrona, due sicari entrarono nel locale e lo uccisero.

Di quei giorni ha parlato anche il collaboratore di giustizia Giovanni Illiano:«Il giorno dopo il
duplice omicidio Parisi-Ferraro al Berlingieri mi recai la Lotto G dove incontrai Rosario Tripicchio, un esponente della famiglia Amato-Pagano che gestiva la piazza di spaccio del Lotto G (è stato poi ammazzato nel gennaio 2012) che mi disse: ‘Si sono avotati tutti
quanti’. Al che io chiesi chi si fosse avotato e lui rispose: la Vinella, lo Chalet Baku, le Case
Celesti».