Terremoto in Toscana, Italia con il fiato sospeso. Gli esperti: «Attendiamo scosse ancora più forti»

Il terremoto del Mugello, che questa notte ha scosso Firenze e dintorni, non è una sorpresa per gli esperti del settore. «Dopo il terremoto in Albania, qualche voce di attesa su un possibile terremoto nel Mugello era trapelata nella categoria, perché le spinte costali sono più o meno le medesime, e quel sisma è stato rilevatore di un’area di tensione piuttosto elevata e che, dopo tanto tempo di inattività, qualcosa si era mosso. E tra i sismologi c’è chi ha detto di aspettarsi qualcosa nel Mugello», spiega all’AdnKronos il geologo toscano Vittorio Doriano, già vice presidente del Consiglio nazionale dei geologi.

Antonio Piersanti (Ingv)Attendiamo scosse di terremoto più forti. Antonio Piersanti, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha commentato all’AGI l’episodio sismico registrato questa mattina alle 4.37 tra i comuni di Scarperia San Piero e Barberino del Mugello: «Si sono verificate più di 50 scosse. Non possiamo escludere nulla. L’area del Mugello è nota per dare sequenze sismiche ricche di eventi, come abbiamo già avuto modo di registrare questa mattina: nelle ore successive al terremoto di intensità 4.5 si sono verificate più di 50 altre scosse. Ci attendiamo che continueranno nei prossimi giorni, e non possiamo escludere nulla, neppure scosse di magnitudo più significativa».

 

«Si è trattato di un terremoto di profondità inferiore ai 10 km – spiega l’esperto – e a carattere distensivo, parliamo cioè di una sismicità che è peculiare a tutto l’Appennino centrale e meridionale. Scosse di questa entità non dovrebbero comportare danni di alcun tipo, ma data la peculiarità del nostro patrimonio artistico, così ricco e delicato, non possiamo escludere questa possibilità». L’evento di questa mattina non è giunto inaspettato. «Nel nostro paese i terremoti non arrivano mai inaspettati – osserva Piersanti – quella del Mugello è una zona sismogenetica nota alle cronache, sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista dell’epoca più recente. Due gli eventi più tragici: nel 1919 un terremoto di magnitudo 6.4, uno dei più grandi di tutto l’Appennino settentrionale, provocò più di 100 vittime e vasti danni alla provincia di Firenze; più indietro nella storia, nel 1542, da citare un terremoto di magnitudo 6.0, esattamente nell’area colpita questa mattina».

 

Tozzi: non meraviglia sisma in quella zona. «Non ci dobbiamo meravigliare del terremoto al Mugello. Del resto è una zona sismica, come ce ne sono tante in Italia. Dobbiamo invece preoccuparci del fatto che ancora oggi non siamo in grado di gestirne le conseguenze». Questo il commento del geologo Mario Tozzi, a margine di un convegno in corso di svolgimento al teatro Petrarca di Arezzo, organizzato dal gestore del servizio idrico Nuove Acque. «Questa è l’unica riflessione seria da fare» ha aggiunto il geologo.