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giovedì, Febbraio 22, 2024
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Ucciso a Mugnano per un sospetto, niente ergastolo per il boss Cesare Pagano

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Niente ergastolo. Nonostante le pesanti accuse a loro carico e l’iniziale richiesta del pubblico ministero. Condannati invece a vent’anni ciascuno il boss degli Scissionisti Cesare Pagano e suo genero Mariano Riccio imputati per l’omicidio di Salvatore Caianiello conosciuto negli ambienti criminali con l’appellativo di ‘Manomozza’. Questa la decisione presa dal gip Rosamaria De Lellis che ha pienamente accolto le argomentazioni del legale dei due, l’avvocato Domenico Dello Iacono, riuscito ad ammorbidire la posizione dei suoi assistiti nonostante le pesanti accuse a loro carico vedendosi riconoscere le attenuanti generiche. E dire che il pubblico ministero aveva invocato per i due il massimo della pena visto che, secondo l’accusa, Pagano e Riccio avrebbero soltanto ammesso i loro addebiti in maniera molto generica senza arricchire il loro raccontò di particolari. Nove anni stabilito invece per i collaboratori di giustizia Biagio Esposito e Luca Menna. Secondo la ricostruzione  della Procura Pagano era indagato in qualitá di mandante per un favore fatto a Esposito che considerava Caianiello come esecutore dell’omicidio del padre. Esecutori oltre a Riccio i due defunti ras Salvatore Attrice e Antonino D’Andò entrati in azione a Mugnano nell’ottobre del 2009. Caianiello in quell’occasione fu freddato con cinque colpi di arma da fuoco.

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