Ucciso e umiliato:”Un segno di disprezzo dei clan di Secondigliano”

Tra i delitti eccellenti ricostruiti da Gennaro Notturno ai magistrati c’è quello di Luigi Aliberti che all’epoca della prima faida era un affiliato al clan Di Lauro. L’uomo venne condannato a morte da Cosimo perchè rubava nelle piazze di spaccio: «L’esecutore materiale è Fulvio Montanino, per come mi ha detto Vincenzo Notturno. L’ordine era venuto da Cosimo Di Lauro. Senza l’autorizzazione di Cosimo neanche Ciro poteva prendere decisioni autonome. Con Montanino all’omicidio parteciparono Tonino, ragazzo della Sanità e Claudio Salierno. Aliberti rubava nelle piazze delle Vele». Montanino e Salierno verranno poi uccisi da un commando di scissionisti quando era ormai palese la divisione dalla linea gestionale di Cosimo.

Altro omicidio di cui Notturno parla è quello di Salvatore De Magistris: «Era il patrigno di Biagio Esposto, era rimasto ad abitare al rione dei Fiori. Quanto gli successe fu una ritorsione dei Di Lauro. Nunzio Di Lauro e Antonio Mennetta prima lo picchiarono e poi gli passarono sopra con la motocicletta. Lui morì in seguito alle ferite riportate. Come vendetta fu ucciso il padre di Ferdinando Emolo».