Vincenzo Ruggiero e Pamela Mastropietro, telefonata tra le ‘mamme coraggio’

Due donne accomunate dallo stesso tragico destino. Due figli morti in circostanze diverse ma simili. Fatti a pezzi dai rispettivi killer. Due casi ancora da chiarire. Nei giorni scorsi le madri di Vincenzo Ruggiero e Pamela Mastropietro hanno parlato. A confermare l’indiscrezione è Maria Esposito, madre del ragazzo di Aversa ucciso dal suo ex per gelosia.

“Ho parlato con la mamma di Pamela e mi dispiace veramente tanto per dover anche lei affrontare un dolore cosi atroce, forza avremo la nostra giustizia , galera a vita e pace per i nostri figli”, ha scritto Maria Esposito, madre di Vincenzo, commentando una foto nel gruppo Verità e Giustizia per Vincenzo Ruggiero. L’amministratore del gruppo ha voluto omaggiare le due grandi donne con un post. Alessandra e Maria due madri coraggio, due Madri con un dolore forte ma due donne che portano lo stesso destino di avere due figli morti da mani assassine due morti violente e senza motivo. Vincenzo era un ragazzo solare, era un ragazzo sempre pronto ad aiutare il prossimo, voleva vivere. Pamela anche lei una ragazza solare, piena di vita, voleva vivere e questo che cercava di rifarsi una vita, ci avrebbe provato quello che non mandero’ mai giu’ che voleva tornare a Roma dai suoi genitori a casa sua. Ma la sua vita si e’ fermata a Macerata. Chiedo Giustizia per questi due ragazzi strappati presto dalla vita, da mani ASSASSINE. Verita’ e Giustizia per Pamela Mastropietro e Vincenzo ruggiero”. 

Per l’efferata uccisione del luglio scorso si trovano in carcere Ciro Guarente, 35enne dipendente civile della Marina ed esecutore materiale del delitto, e Francesco De Turris, un pregiudicato di Ponticelli accusato di complicità in omicidio. Quest’ultimo ha procurato l’arma del delitto ed aiutato Guarente nell’occultamento del cadavere di Ruggiero, poi ritrovato a pezzi nel garage adibito ad autolavaggio a Ponticelli dove lo stesso De Turris abitava a soli 50 metri di distanza. Si attende ancora per i funerali. 


Il movente dell’omicidio è da ricercarsi nella gelosia di Ciro Guarente per il rapporto (non amoroso) che Vincenzo Ruggiero aveva con Heven Grimaldi, la transessuale con la quale l’omicida aveva avuto una relazione. Vincenzo, come commesso in un negozio e in procinto di avere un contratto a tempo indeterminato, condivideva con la Grimaldi la casa di Aversa dove poi avvenne il delitto. Nelle prossime ore, intanto, saranno consegnate alla Procura di Napoli Nord le relazioni dell’antropologo forense Maurizio Cusimano e di altri periti volte a chiarire definitivamente la vicenda. Salvo ulteriori attività investigative, entro l’estate ci sarà il rinvio a giudizio per chi è coinvolto nell’omicidio di Vincenzo Ruggiero.