«Voleva fare terra bruciata intorno ai Savarese», i progetti del boss Mauro sulla Sanità

Ciro Mauro, cresciuto criminalmente contiguo ai gruppi originari di Miano, anche dopo la ‘spaccatura’ con il gruppo di Pierino Esposito aveva continuato a mantenere rapporti con i Lo Russo. A spiegarlo è lo stesso collaboratore Mario Lo Russo, un tempo ai vertici del clan dei ‘capitoni’ insieme a suo fratello Salvatore:«Con Mauro io e il mio genero Domenico Raffone abbiamo trattato di affari di droga nel senso che io e Raffone abbiamo fornito in sette o otto occasioni Ciro Mauro di cocaina in tranche di alcuni chilogrammi alla volta. Ciro Mauro è anche venuto in quattro o cinque occasioni a casa mia a Miano accompagnato da un certo Biagino che lui considera persona di assoluta fiducia. La droga che Raffone, che ‘era una cosa sola con me’, vendeva a Ciro Mauro era quella acquistata da Marco Mariano. Di regola Raffone, prima di venderla a Ciro Mauro, ‘tagliava’ un po’ la droga in questione, parlo di cocaina». In un altro verbale Lo Russo dice agli inquirenti che «Mauro voleva il nostro aiuto perchè voleva allargarsi alla Sanità e fare terra bruciata intorno ai Savarese ed io in virtù dei vecchi rapporti l’ho appoggiato rifornendolo di armi e droga».