Le ultime dichiarazioni del superpentito Umberto D’Amico sembrano inchiodare Armando Del Re come esecutore dell’agguato costato il ferimento di Salvatore Nurcaro (e della piccola Noemi e di sua nonna). Come riportato nei verbali rilasciati nelle scorse settimane l’ex ras della Gennarella ha riferito di aver subito riconosciuto in Del Re l’uomo immortalato dalle telecamere pochi attimi prima dell’agguato dello scorso maggio in piazza Nazionale. Secondo il collaboratore di giustizia l’agguato ai danni di Nurcaro sarebbe da inquadrare nei contrasti tra quest’ultimo e il ras dei Formicola Antonio Marigliano ‘o silan (non a caso inserito nel registro degli indagati) con cui Nurcaro aveva già avuto dei contrasti arrivando addirittura a pestare il nipote (come riportato mesi fa da Internapoli.it).

Già nella prima ordinanza contro i due fratelli Del Re era presente il riferimento al ras dei Formicola. I giudici scrivono  che il tentato omicidio di Nurcaro “era da mettere in relazione con il pestaggio perpetrato dal Nurcaro in danno di Stanislao Marigliano, figlio di Antonio, pluripregiudicato residente nel quartiere di San Giovanni a Teduccio”. Secondo il gip non era la prima volta che Armando Del Re sparava: “Quell’Armando del quartiere Secondigliano, autore del raid a piazza Nazionale” sarebbe stato anche “esecutore materiale dell’omicidio di un giovane in un locale avente sede a Mergellina, in quanto amante della moglie di…..”. “Armando” – scrivono ancora i giudici –  veniva indicato quale killer al servizio proprio del Marigliano Antonio”. Si tratta naturalmente di notizie che aspettano una verità processuale ma che sono state utili per gli inquirenti al fine di accertare i motivi della sparatoria in piazza Nazionale. Dagli accertamenti effettuati presso i nosocomi della città di Napoli è stato accertato il pestaggio avvenuto ai danni di Stanislao Marigliano lo scorso 16 aprile, pestaggio su cui era arrivata la nostra anticipazione.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.