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domenica, Maggio 22, 2022
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QUALIANO, LOTTA ALL’ULTIMO SEGGIO


Le affinità elettive. No, non ci riferiamo al famoso romanzo di Goethe, scritto all’ inizio del 1800, dove si narrava della triste e decadente metafora di Edoardo e Carlotta. Più modestamente parliamo di politica, famiglie ed aspiranti consiglieri. Le affinità tra i candidati (non solo di quelli che concorrono alla carica di sindaco) ci sono già, mentre a breve (entro il 29 maggio) arriveranno anche le cariche elettive. Passata la sbornia preelettorale, fatta di incontri segreti, finti veti, discese ardite, risalite impavide, mosse azzeccate e clamorosi flop, sui muri della nostra città è già un tripudio di manifesti, logos, facce e croci. E’ iniziata ufficialmente la campagna elettorale qualianese. La Dallasty di casa nostra (mix tra Dallas e Dynasty) ha avuto il suo noto epilogo, quindi tutti ai nastri di partenza. Sicuramente ne vedremo delle belle fino al 28 di maggio. Comunque, viste le liste ed i relativi candidati, ora possiamo lasciarci andare a qualche considerazione politica ed umana (perdonate l’ardire).



I clamorosi e spregiudicati “salti della quaglia”
. Alle note posizioni consolidate (parliamo di rendite politiche e partitiche) ci sono stati anche, come nella migliore tradizione qualianese, i cosiddetti “salti della quaglia”. Sono così definiti i passaggi dei candidati fra gli opposti schieramenti. Partiamo da quelli più impressionanti. Il finto aut aut di quella parte del centro sinistra che sostiene Luigi Mancino si è dissolto velocemente al passaggio, dal centro destra al centro sinistra, di Vincenzo D’Alterio e Mario D’Angelo, consiglieri comunali uscenti di maggioranza (tra l’altro quelli della destra più oltranzista e spregiudicata), ed oggi candidati rispettivamente nella lista della Margherita ed in quella di Unione e Libertà.


Contatti diplomatici. Mancino, Manco & C. non hanno voluto “dialogare” con gli esponenti di Rinascita Democratica, considerandoli troppo di destra e troppo compromessi con l’amministrazione uscente, ma visti i risultati (e le liste), hanno mantenuto comunque stretti contatti “diplomatici”con altri pezzi del centro destra. Scorgendo poi via via tra le liste ed i candidati della coalizione che sostengono l’ingegnere sembra consolidarsi la ventennale tradizione che si rinnova di elezione in elezione, quella cioè che nomi e liste servono solo ad accrescere il consenso personale del candidato sindaco e basta. Quindi tutto fa brodo. Per il programma ed i progetti ci sarà tempo. Da qui la comprensibile scelta di Raffaele Del Giudice di lasciare la politica attiva e dedicarsi alla recitazione nelle soap opera (vedasi servizio sulle pagine del nostro giornale ndr). Comunque, l’impressione generale, nel caso della parte del centro sinistra che sostiene Mancino, è che siamo in presenza di una vera e propria sagra paesana “elevata” a rango di politica.


Sorpresa in An. L’altra grande sorpresa è stata poi la “mezza” lista di Alleanza Nazionale. Il gioco dei veti incrociati tra Marianna Zara e Salvatore Onofaro non ha portato grandi risultati al partito di Fini. I Patti ed i Ponti sono caduti miseramente sotto i potenti colpi delle armate forziste e scialoniane, che hanno polverizzato qualsiasi forma di dissenso tra le file della stessa maggioranza. Ai due puledri di An sono state mollate le briglie per qualche mese, poi una volta richiamati all’ordine, hanno preferito la scuderia del centro destra . Non avevamo dubbi. Leggenda vuole che addirittura An avesse in sonno clamorose “cellule dormienti” e cioè candidati pronti ad entrare in azione dal 29 aprile in poi (data di presentazione delle liste). Ma a ancora oggi le cellule continuano a dormire e una delle liste che doveva sostenere Mario “Scialone” Cacciapuoti, e cioè quella di Alternativa Sociale (la lista della Mussolini per intenderci), in cui si dovevano tracimare i candidati in evidente sovrabbondanza presenti in An, è stata addirittura cancellata. Il candidato sindaco del centro destra dovrà necessariamente accontentarsi di due liste e mezza.


Schiano primo della lista. In compenso però in Forza Italia ci sarà Michele “nuost”, sindaco uscente, candidato multifunzionale e numero uno della lista forzista. Perché multifunzione si chiederanno i lettori ? Beh, lui non è un semplice candidato come tutti gli altri. Lui è presente nella triplice veste, e cioè quella di “tutor” della Casa Delle Libertà, di “personal trainer” di Mario Cacciapuoti ed infine quella di vero sindaco “in pectore” per i prossimi cinque anni, se malauguratamente il centro destra dovesse ri-vincere le prossime comunali. Da qui la definizione di candidato “multifunzione”. Da notare poi la clamorosa assenza nelle file della stessa coalizione, di un altro signore delle preferenze e dei consensi, e cioè Ludovico De Luca, il quale ha formato una propria lista civica, chiamata “Forza e Libertà” che “sostienerà” (come dice un autorevole esponente del centro destra locale), Pasquale Galdiero candidato sindaco. Chi l’avrebbe mai detto? Ludovico, Galdiero, Morgera e Andrea Granata, alleati per sconfiggere la pericolosa oligarchia locale, capeggiata da due facoltosi e ricchi imprenditori edili, interscambiabili tra loro e che concorrono entrambi alla stessa carica istituzionale. Vuoi vedere che sotto sotto c’è ancora qualche speranza per questo sciagurato nostro paese?

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