Marano. Esponente di ‘Noi con Salvini’ salvato da un immigrato: scontro tra Fanelli e portavoce locali

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Botta e risposta tra l’esponente di Sinistra Italiana Marano Stefania Fanelli e il coordinamento provinciale di Noi con Salvini dopo la diffusione della notizia del salvataggio da parte di un immigrato di Massimo Marsico, portavoce maranese del movimento fondato dal leader della Lega. A scatenare le polemiche un post su facebook in cui la Fanelli commentando la notizia del salvataggio, aveva scritto: «Leggo che il coordinatore di Marano è stato colto da un brutto malore in strada. Un migrante gli ha praticato un massaggio cardiaco salvandogli la vita. Una mano tesa senza pregiudizi, odio e vendette». Ma poi la chiusura sferzante: «Se fossi però il coordinatore di noi con Salvini, dopo essermi ripreso, cosa che gli auguriamo al più presto, cercherei una “saitella’’ (fogna ndr.) insieme a quella parte della stampa che gli “scioscia’’ (soffia ndr.) dietro». “Al Signor Marsico ho augurato pronta guarigione e ho sottolineato che la solidarietà umana non conosce etnia, non conosce odio e vendetta . La mia era una battuta in risposta a tutto il vomito che hanno gettato in questi mesi sui migranti di Marano”.

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Pronta la replica di Noi con Salvini. A parlare è anzitutto Biagio Sequino, coordinatore provinciale del Movimento. «Ci sconvolge il commento di Stefania Fanelli, membro di Sinistra Italiana, sempre attenta a tendere una mano al prossimo, sempre in prima linea contro ogni forma di violenza. Si contro ogni forma finché non si va

contro le sue idee. Siamo davvero sconcertati». A criticare la Fanelli, anche il coordinatore cittadino Luigi Baiano. «Siamo preoccupati per questo attacco d’odio verso chi difende gli italiani ed il nostro territorio. Questo post della Fanelli dice tutto. Queste sono le paladine dell’antiviolenza, che offendono e diffamano chi ha visioni politiche non conformi alle loro». La nostra redazione ha anche contattato Massimo Marsico, il portavoce di Noi con Salvini Marano soccorso del migrante la cui identità resta al momento ignota, per sincerarsi delle sue condizioni di salute e conoscere altri dettagli della vicenda. «Chiedo scusa ma ora non me la sento di parlare perché sono ancora intontito. Domani dovrò fare altri esami», questa la sua risposta.

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