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domenica, Giugno 26, 2022
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«GIOVANNI CORONA SINDACO? UN OTTIMA IDEA PER MELITO», LA LETTERA DI CAIAZZA


L’assoluto immobilismo politico-sociale che, purtroppo, sta vivendo la nostra cittadina, mi spinge a fare alcune riflessioni che vorrei sottoporre all’attenzione dei miei concittadini.
La nostra Melito rappresenta, ormai, una triste realtà ad alto tasso delinquenziale, dove la malavita cerca di prendere il sopravvento sulla larga fetta di cittadini onesti che è pur sempre la maggioranza della città. Assistiamo, inerti, ad un disagio sociale al quale, sembra, non esserci rimedio.
Da anni non c’è più controllo del territorio, da tempo non si vedono vigili per strada, non si vedono circolare volanti di polizia e carabinieri; gli automobilisti, quindi, circolano indisciplinatamente e convinti che il Codice della strada a Melito non debba essere rispettato e che mai qualcuno gli contesterà alcunché in quanto il nostro Paese è terra di nessuno; i motociclisti sono arci-convinti che circolare sul marciapiedi ( mi correggo, sfrecciare!! ) sia un loro diritto.
Di fronte a tutto ciò, vi è l’assordante silenzio delle istituzioni che ci governano e, soprattutto, di coloro che si proclamano, o autoproclamano, leaders di partiti che, tra non molto, si candideranno, con assoluta sfacciataggine, alla guida amministrativa della città. L’unica forma di pseudo-politica che si pratica a Melito è quella “dell’inciucio”: “ Tizio ha fatto….., Caio non ha fatto…., Sempronio è camorrista ed è amico di Caio e quindi Caio non può candidarsi….etc..etc..”, e nel frattempo la città continua a sprofondare nel baratro. E chi ci rimette in tutto ciò? La parte onesta e pulita della città che, nonostante rappresenti la maggioranza, ovunque viene confusa con la fetta marcia e Melito diviene, nell’immaginario collettivo, la città dei camorristi!!!
Sono stanco di tutto ciò, sono stanco di sentirmi dire, ovunque vado, che Melito è città di camorristi, è il regno degli anarchici, è una città dormitorio.
Voglio dare il mio contributo affinché ci sia una netta inversione di tendenza e venga così ribaltata tale condizione di invivibilità.
Per farlo, però, dobbiamo cominciare a costruire un serio progetto di riqualificazione del tessuto sociale ed urbanistico di Melito. Bisogna, innanzitutto, fare un’analisi del passato, a partire da quello remoto degli anni ‘90’, dove sono annidate le maggiori cause dei mali della città, per finire con quello prossimo che si è caratterizzato per la presenza di un’amministrazione comunale che ha fallito su tutti i fronti e che ha, soprattutto, notevoli responsabilità, che deve inevitabilmente assumersi, su quanto verificatosi nel 2003. Bisogna, poi, cominciare a parlare di proposte. Ad esempio, dobbiamo parlare di urbanistica, delle tante domande di condono che sono state presentate nel corso degli anni e che risultano ancora inevase; di fronte a quelli che sono i tanti scempi edilizi bisogna essere intolleranti e ordinare l’abbattimento di quei manufatti che non potevano essere costruiti, perché che chi ha edificato abusivamente ha tolto spazi verdi, e soprattutto servizi e infrastrutture, a noi e ai nostri figli. Inoltre, bisogna avere il coraggio di smettere i panni degli iper-garantisti ( mi hanno insegnato che gli eccessi non sono mai positivi ) e cominciare ad essere più risoluti contro chi ogni giorno mortifica la nostra città. C’è bisogno di gridare ad alta voce, al di là degli schieramenti politici, che a Melito c’è bisogno di una vera e propria rivoluzione socio-culturale.
Per poterlo fare, bisogna innanzitutto creare una coalizione di centro-sinistra formata da uomini forti da porre alla guida della città che non potranno essere, e nei limiti delle mie possibilità mi batterò affinché non lo siano, i personaggi che negli ultimi anni sono stati i protagonisti ( anzi, gli ispiratori! ) della politica dell’inciucio. Abbiamo bisogno di un Sindaco forte, svincolato da ogni logica familiare e amicale. Per questo motivo, vedrei bene un Sindaco non originario di Melito e che sappia usare il pugno duro di fronte ad ogni problema e che sappia ragionare solo ed esclusivamente nell’interesse della città. In tale ottica, sarei onorato se le indiscrezioni degli ultimi giorni fossero confermate : si vocifera che il nascente Partito Democratico di Melito abbia intenzione di proporre al magistrato Giovanni Corona, colui che ha indagato nella recente faida di Secondigliano, di guidare la prossima coalizione di governo cittadino; ebbene, per il sottoscritto, sarebbe un’ottima soluzione, estremamente calzante al nostro caso. Ci darebbe, soprattutto, la possibilità di riscattarci nei confronti dell’opinione pubblica, non solo quella melitese, anche alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno portato al sequestro di varie centinaia di appartamenti che, secondo i magistrati, sarebbero stati costruiti illecitamente, e all’iscrizione nel registro degli indagati di politici, funzionari del Comune, tecnici e professionisti vari.
E facciamo attenzione, non bisognerebbe leggerla come una bocciatura della classe politica melitese perché questa sarebbe comunque coinvolta nell’amministrazione della città, attraverso la giunta e il consiglio comunale, organi di governo, questi, fondamentali e decisivi nelle importanti scelte che dovranno essere assunte per riprendere il cambiamento….. quello vero, questa volta.



Raffaele Caiazza

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