Storia di una pendolare nell’inferno della Metro di Napoli: “Viaggiamo nei carri bestiame”

Una nostra lettrice ha voluto raccontarci i disagi giornalieri vissuti nella Metropolitana di Napoli. Pochi treni, vagoni e banchine affollate e gente esasperata: questa è la giornata-tipo della pendolare che dalla provincia deve spostarsi al centro della città.

LA STORIA DI MARIA

Metropolitana; la stazione più bella del mondo è a Napoli”, proclamano siti e testate giornalistiche. “Metropolitana, il servizio trasporti peggiore del mondo è a Napoli”, aggiungerei io. Sì, perché è questa la voce di tanti pendolari; studenti e lavoratori, giovani e meno giovani, che ogni giorno, son costretti a fare i conti con i DISservizi della Linea 1 (e non solo). Perché a Napoli è così che funziona, abbiamo le stazioni più belle d’Europa, veri e propri musei, ma non abbiamo i treni. Ed è per questo che voglio raccontarvi la storia di noi poveri malcapitati, che dalla periferia ogni giorno ci spostiamo verso il centro a bordo di carri bestiame e sistemati come sardine inscatolate. Orari di punta e un treno ogni dodici / quindici minuti, vagoni superaffollati, gente esasperata che tra spintoni cerca di conquistarsi qualche centimetro di spazio, perché l’ unico obiettivo è quello di arrivare a lavoro in orario, e l’ unica cosa che chiediamo, è solo poter respirare. Perché a bordo di quei “carri bestiame” ci risulta difficile anche respirare. Per non parlare poi dei pericoli che corriamo, come ad esempio quando per tenerci in equilibrio non ci resta che appoggiarci alle porte, e quelle porte, magicamente, si aprono dal lato sbagliato, quando in quella determinata stazione non dovrebbero. Siamo veramente stanchi ed esasperati, e soprattutto “INASCOLTATI”. Ogni anno la classica frase; “A gennaio in arrivo treni nuovi…” ; è il contentino da parte delle istituzioni, e puntualmente, invece di aumentare, il numero dei treni diminuisce, ma tanto il problema qual è, non devono usufruire loro dei mezzi pubblici! Siam la città più bella del mondo, e non abbiamo mezzi di trasporto efficienti, potremmo vivere di turismo, e invece non facciamo nulla, nemmeno per render “normali” gli spostamenti, di noi poveri comuni mortali. Vogliamo ostentare, renderci belli agli occhi degli altri…ma poi, in realtà, cosa facciamo per la nostra Napoli? Aveva proprio ragione il grande Pino…Napule è na carta sporca, e nisciuno se ne importa, e ognuno aspetta a ciorta“.