Boss della camorra muore in carcere, fondò il clan insieme al cugino
Amedeo Genovese

Domenica è morto il 65enne Amedeo Genovese. Il boss è stato colpito da un arresto cardiaco mentre era ricoverato all’ospedale di Parma, trasferito lì recentemente a causa dell’aggravamento delle sue condizioni di salute. Amedeo insieme al cugino Modestino fondò il Clan Partenio.

Amedeo Genovese, assistito ultimamente dagli avvocati Mauriello e Danna, stava scontando l’ergastolo nel carcere della città emiliana, dove era detenuto dal 2010 prima al 41 bis poi in regime di alta sicurezza a seguito della condanna per l’omicidio di camorra di Walter De Cristofaro. Il fatto di sangue avvenne a Serino il 12 luglio del 2000 e Genovese fu dichiarato mandante.

IL FIGLIO DEL BOSS GENOVESE

Possesso di arma e ricettazione aggravata. Il 23 settembre 2019 con queste accuse finì in carcere Damiano Genovese, 36 anni, già consigliere comunale di Avellino e figlio di Amedeo Genovese, considerato il capo del Clan del Partenio. Il boss stava scontando la condanna all’ergastolo.

L’arma, una pistola semi automatica calibro 7,65, insieme al caricatore e ad otto cartucce, scoperta dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino e nascosta all’interno di un armadio nella abitazione di Genovese. Altre pallottole scoperte in un calzino.

CANDIDATO NELLA LEGA E CONDANNATO

Lo scorso 3 marzo Damiano Genovese, ex consigliere comunale di Avellino, condannato a tre anni di reclusione per possesso illegale di un’arma da fuoco e ricettazione. Caduta l’aggravante del metodo mafioso. L’accusa più grave mossa nei confronti di Genovese fu decisiva nel rinvenimento dell’arma e riguardava la ricettazione con aggravante mafiosa.

Gli inquirenti, in particolare, ritenevano che la pistola appartenesse al Nuovo Clan Partenio. Con la detenzione dell’arma Genovese avesse favorito l’organizzazione criminale attiva sul territorio di Avellino. L’ex consigliere comunale della Lega è difeso dagli avvocati Claudio Mauriello e Gerardo Santamaria. Il 36enne aveva sempre dichiarato il possesso dell’arma per legittima difesa. In seguito ai numerosi furti avvenuti nell’area in cui lo stesso Genovese risiede.

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